L’Italia delle confraternite enogastronomiche riunita a Busto. Sotto il segno dei Bruscitti

BUSTO ARSIZIO – Confratelli di tutta Italia insieme a Busto Arsizio: dalla Sicilia alla Carnia, il Bel Paese delle Confraternite e dei circoli enogastronomici riuniti sotto il segno della FICE si ritrovano nella città del Magistero dei Bruscitti per il raduno annuale. Per la prima volta a Busto Arsizio. «Il più grande evento identitario degli ultimi dieci anni» lo definiscono l’assessore alla cultura Manuela Maffioli e il sindaco Emanuele Antonelli, che hanno accolto le delegazioni al Museo del Tessile per la cena inaugurale a cura di chef Sergio Barzetti, confratello onorario del Magistero di Busto Grande.

Le delegazioni in città

Sono già arrivati in 150 e saliranno a 300, da qui a domenica, quando è in programma la suggestiva sfilata per il centro città con tutti i “paludamenti” (i mantelli solenni delle Confraternite), il momento più atteso di un tour de force di quattro giorni tra Busto Arsizio, Milano e la provincia di Varese. C’è l’Academio dai Cjarsons, una sorta di raviolo agrodolce tipico della Carnia, e c’è la Confraternita del Pampascione salentino, un cipollotto violaceo tipico delle terre leccesi. Sono in tutto 42 le realtà iscritte alla FICE, la Federazione italiana dei circoli enogastronomici, che parteciperanno al raduno di Busto Arsizio. «Sono associazioni senza fini di lucro il cui scopo e mantenere vive le tradizioni e riscoprire piatti e prodotti che altrimenti andrebbero persi – spiega Marco Porzio, presidente della FICE e rappresentante della confraternita del Gorgonzola di Cameri – l’obiettivo è tramandare questo immenso patrimonio culturale che fa dell’Italia un unicum mondiale». Il Bel Paese dei piatti tipici e dei sapori tradizionali unito dietro la regia del Magistero dei Bruscitti, che per i suoi primi cinquant’anni di storia ha voluto regalarsi questa sfida organizzativa, e regalare alla città e al territorio una vetrina straordinaria.

In tour tra i sapori

«Un evento che ha anche un volano economico – sottolinea il Gran Maestro Edoardo Toia del Magistero dei Bruscitti – ci sono persone che arrivano anche dalla Sicilia e dalla Calabria, che portano le loro esperienze e la loro voglia di conoscere altri territori». Ieri sera, al Museo del Tessile, l’ambasciatore del Magistero chef Sergio Barzetti ha presentato agli ospiti uno spaccato dei sapori della tradizione varesina: le pesche di Monate, la formaggella del Luinese, il vino Igt dei Ronchi Varesini (unica denominazione di vini della provincia di Varese), i salumi del Salumificio Colombo e il liquore Tim di Cardano al Campo. Mettendoli nei piatti della prima cena del raduno, insieme al suo supplì di Bruscitti che ha fatto conoscere il piatto tipico bustocco in una versione originale e innovativa. Oggi, 10 ottobre, le delegazioni delle Confraternite verranno portate in tour nel Varesotto, da Villa Della Porta Bozzolo di Casalzuigno alla “fabbrica del cioccolato” Lindt fino alla cena “mantellata” al Castello Visconti di San Vito di Somma Lombardo a cura del catering varesino Le Gourmet.

Festa identitaria

Per Busto Arsizio è un grande onore e una grande vetrina ospitare l’Italia dei sapori tradizionali: per quattro giorni le Confraternite faranno base in città, anche grazie alla ritrovata capacità ricettiva (il Tower Hotel di via Magenta è sold out) e ieri hanno visitato le bellezze della città, dal Museo del Tessile a Villa Ottolini Tosi al santuario di Santa Maria. «Un orgoglio» per il sindaco Emanuele Antonelli che ha accolto le delegazioni “vestito in forma ufficiale” con la fascia tricolore e per l’assessore alla cultura e all’identità Manuela Maffioli. «Una vetrina ma anche un modo per riaffermare che l’identità è uno strumento potentissimo di coesione ma anche di promozione – sottolinea – con un risvolto significativo dal punto di vista turistico: ci sono centinaia di persone da tutta Italia che alloggiano a Busto Arsizio e dopo aver visitato Milano e la provincia di Varese torneranno a Busto».

Bruscitti e Museo del Tessile, in vetrina l’identità di Busto. «Un orgoglio»

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