BUSTO ARSIZIO – La scuola di cinema di villa Calcaterra sforna cinque nuovi attori e sedici nuovi registi: all’Icma c’è aria di festa per il “Diploma Day” alla vigilia dell’inizio del nuovo anno accademico. «Per molti è un sogno, qui diventa realtà – fa notare l’assessore alla cultura Manuela Maffioli – anche grazie alle alte percentuali di impiego di chi si diploma in questa scuola».
I nuovi attori e registi
Sono 21 i diplomati dei corsi di recitazione (cinque) e regia/filmaking (sedici) al termine del percorso triennale dell’Istituto cinematografico Michelangelo Antonioni di Busto Arsizio. «Ragazzi che oggi sono giovani registi e giovani attori» sottolinea il presentatore, il prof. Davide Colavini, della cerimonia che si è svolta oggi pomeriggio, 11 ottobre, nel parco di Villa Calcaterra. Per loro sì aprono le porte del mondo del lavoro dei loro sogni, anche se per alcuni si sono già aperte. «Ora abbiate pazienza e tempo, mettete tutta la vostra personalità e creatività, perché i sogni si realizzano» il consiglio dell’assessore alle politiche educative Chiara Colombo. «Avete in mano la magia perché il cinema è qualcosa di eterno». E a fine cerimonia il prof. Paolo Castelli, direttore esecutivo del Baff, ha omaggiato i neo-diplomati con una raffica di citazioni d’autore per accompagnarli nella loro carriera, da Fellini (“Il cinema è un sogno che puoi toccare”) all’anonimo ““Il vostro sguardo è già cinema”.
La sfida della qualità
La sfida dell’Istituto Antonioni, partita 17 anni fa, continua e cresce, se è vero che l’anno prossimo sono attesi più di trenta diplomati grazie ad un’annata boom di iscritti al corso di recitazione. «Questa cerimonia ci fa pensare tutte le volte a quando si iniziò e dove si è arrivati» rivela il presidente dell’Icma Alessandro Munari, affiancato dal direttore Marco Crepaldi. «È un’esperienza di formazione e di cultura al di là del percorso di istruzione – rimarca l’assessore Maffioli – qui c’è qualcuno che continua a investire e a fare si che non si deroghi mai da una caratteristica fondamentale, la qualità. Dei docenti, dei programmi, degli strumenti».
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