Travedona, viabilità sotto accusa. Pecoroni: «Pericoloso passo indietro»

Travedona viabilità sperimentale camion
Un tir nelle vie del centro

TRAVEDONA MONATE – «Il sindaco Angelo Fiombo racconta storie quando confonde competenze, ignora i fatti e dimentica chi ha davvero avviato i progetti di sicurezza della Ss629». Si aggiunge un capitolo al dibattito sulla nuova viabilità sperimentale di Travedona Monate. Questa volta, a replicare alle parole del primo cittadino è Fabio Pecoroni, capogruppo di opposizione. «L’ironia non compre l’impreparazione: chi governa dovrebbe sapere di cosa parla, non dileggiare chi difende la verità».

Le rotonde sulla Ss629

Il primo punto portato all’attenzione da Pecoroni riguarda le rotonde e gli interventi lungo la Statale 629. «Non sono di competenze provinciale – spiega – ma rientrano pienamente in quella di Anas», tanto che sarebbe stata «Regione Lombardia a richiamare l’attenzione di Anas per la messa in sicurezza del tratto, dopo anni di richieste formali dai Comuni attraversati». Un percorso che avrebbe preso il via anni addietro, quando il primo cittadino era Andrea Colombo. «Si era fatto promotore di un tavolo tecnico e politico con la Regione,  coinvolgendo i sindaci di Besozzo, Malgesso, Comabbio, Mercallo e Vergiate. Il presidente Attilio Fontana ricevette la delegazione e affidò agli uffici regionali il compito di interfacciarsi con Anas».

Più sicurezza

Un percorso nato per mettere in sicurezza un tratto «con oltre venti intersezioni critiche e accessi pericolosi, molti dei quali a ridosso delle proprietà a lago», continua Pecoroni. «L’obiettivo era di ridurre la carreggiata una sola corsia nel tratto tra il semaforo Holcim e quello dell’incrocio Travedona-Monate, di realizzare delle rotonde e migliorare sicurezza e vivibilità». E poi l’affondo: «Questo progetto non è frutto di propaganda locale, ma di un percorso istituzionale. Attribuirsi meriti altrui o confondere le competenze significa disorientare l’opinione pubblica e svilire anni di lavoro amministrativo svolto da altri».

La sperimentazione: «Un passo indietro»

Pecoroni non risparmia le critiche nemmeno per quanto riguarda il percorso di viabilità sperimentale. «Non elimina affatto i camion dal centro», dice. «Anzi, li reintroduce lungo un anello che coinvolge vie comunali strette e residenziali, molte delle quali vietate al traffico pesante sin dagli anni Novanta, Mai, da allora ,nessun sindaco aveva autorizzato il passaggio di mezzi pesanti all’interno del paese». Il motivo? «La tutela della sicurezza urbana, la fragilità del tessuto edilizio storico e la presenza di pedoni e residenti». L’iniziativa, tuono quindi Pecoroni, «rappresenta un pericoloso precedente, privo di visione e fondamento tecnico». E conclude: «Servono verità, competenza e rispetto istituzionale».

Risposta pubblica

Alla luce di tutto ciò, il gruppo di minoranza chiede al sindaco Fiombo di dare una risposta pubblica, fornendo la documentazione tecnica completa. «Chiediamo che siano resi pubblici i pareri dell’ufficio tecnico e di polizia locale; i progetti stradali, i calcoli sulla capacità viaria e le simulazioni del traffico pesante; la relazione tecnica che certifichi la compatibilità delle vie scelte con il peso, il numero e le dimensioni dei mezzi pesanti che le attraverseranno, nonché le attese di percorrenza, previste». Ma, soprattutto, «Chiediamo al sindaco che la sperimentazione non venga avviata fino a che non siano soddisfatti tutti i presidi di sicurezza, valutazione tecnica qualificata e informazione adeguata. In assenza di tali garanzie, il piano vada rimandato fino a revisione progettuale integrale».

Travedona Monate, parte la viabilità sperimentale. Intanto i Tir si “incastrano”

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