VARESE – Mafia nell’Alto Varesotto, dal processo in corso a Varese che vede 17 imputati accusati a vario titolo di estorsioni, pestaggi, incendi dolosi e spaccio di droga, con l’aggravante contestata ad alcuni coinvolti del metodo mafioso, nasce un secondo fascicolo d’indagine aperto nel 2025 dal pubblico ministero della Dda di Milano Giovanni Tarzia che ha coordinato l’inchiesta Nerone e che sostiene l’accusa nel dibattimento in corso davanti al tribunale di Varese.
Le nuove intercettazioni
E’ quanto emerso nel corso dell’udienza di oggi, martedì 14 ottobre. Il pubblico ministero ha infatti chiesto l’acquisizione agli atti di nuove intercettazioni derivate, lo ha detto lo stesso Pm, da altro procedimento aperto e collegato al procedimento in corso.
L’indagine
L’indagine madre – oggi a dibattimento – prese l’avvio nel 2017 da una serie di incendi registrati in zona. Auto date alle fiamme: roghi dolosi al di là di ogni ragionevole dubbio. Furono i carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Varese ad intuire uno scenario più ramificato e a dare il via ad un’indagine complessa e ad alta tecnologia con intercettazioni telefoniche e ambientali a tappeto. Nelle fasi iniziali l’indagine venne coordinata dalla procura di Varese. Quando apparve chiaro il ruolo apicale, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, di Giuseppe Torcasio, detto Zio Pino e difeso dall’avvocato Corrado Viazzo, in uno dei due sodalizi l’inchiesta passò per competenza alla Dda di Milano. Zio Pino ha un legame di parentela con Vincenzo Torcasio, detto “u Niuru” già condannato nel 2017 per associazione a delinquere di stampo mafioso e “contiguo” alla cosca Giampà.
I testi reticenti e il secondo fascicolo
Durante il dibattimento in corso la maggior parte dei testi sentiti, anche le parti offese, si sono mostrati nella migliore delle ipotesi reticenti arrivando ad assumere atteggiamenti al limite dell’omertà nei casi più eclatanti. Tanto che il pubblico ministero per sei dei testi sentiti aveva chiesto la trasmissione degli atti in procura per falsa testimonianza. E potrebbe essere questo il punto di partenza che ha portato all’apertura del secondo fascicolo e alle cinque intercettazioni che oggi l’accusa ha chiesto di acquisire.
