BUSTO ARSIZIO – Sono più di 2000 in città e rendono quasi un milione e mezzo di euro all’anno: sono i parcheggi a pagamento di Busto Arsizio, che il Comune intende riaffidare ad Agesp e che per questo sono finiti al centro del dibattito in commissione bilancio nella seduta di ieri, 23 ottobre. «Siamo in overbooking» fa sapere la società per voce del responsabile del settore Marco Quarantotto., riferendosi ai 315 utenti in lista d’attesa per un abbonamento. E se per qualcuno («il bastian contrario», come si è auto definito, Max Rogora di Fratelli d’Italia) «i conti non tornano», le eccezioni e le agevolazioni sono molteplici. A partire dalla gratuità per le auto elettriche, che il sindaco Emanuele Antonelli punta a «togliere».
I parcheggi blu
Avrebbe dovuto essere una formalità la delibera sul nuovo contratto di servizio per l’affidamento ad Agesp Spa (la capogruppo che ha inglobato la ex Agesp Attività Strumentali) dei “servizi per la mobilità urbana” del Comune di Busto Arsizio, vale a dire parcheggi pubblici, segnaletica stradale e impianti semaforici. Ma si è trasformata in una discussione sul tema, sempre caldissimo in città, della sosta a pagamento. Sono 2151 in tutto i posti auto a strisce blu (al netto dell’autosilo Facchinetti che è di proprietà di Agesp): 1546 nei posteggi “a sbarre” e 606 in strada. Rendono alla partecipata comunale un milione e 471mila euro all’anno, di cui – da contratto – 450mila euro finiscono come aggio nelle casse comunali (oltre al 50% della quota eccedente il milione e 450mila euro).
I conti di Rogora
È “il solito” Max Rogora a innescare il dibattito. «I conti non tornano» afferma, facendo i calcoli “a spanne” sul ticket da 1 euro e 50. «Io sono per abbassare le tariffe e tutti devono pagare – sostiene l’ex assessore di Fratelli d’Italia – ma se queste sono le cifre gli accertatori della sosta sono Ray Charles, Stevie Wonder, Bocelli e la Minetti». Una provocazione nelle corde di Rogora, che convince però il responsabile di Agesp a fare chiarezza sul quadro della situazione della sosta a pagamento in città.
Le agevolazioni
Dal “calderone” degli incassi sulle strisce blu vanno tenuti in considerazione i 180 abbonamenti trimestrali (da 100 euro, circa 1 euro al giorno) e gli abbonamenti pendolari (22 euro al mese su cinque giorni alla settimana) nelle aree attorno alla stazione Nord, ma anche le auto elettriche che possono parcheggiare gratis (ben 814 quelle registrate in città, «se si mettessero tutte in strada non avremmo più un posto auto a disposizione»), oltre alle ore in cui gli stalli rimangono vuoti, tra cui quelle della pausa pranzo quando la sosta è gratuita.
Il dibattito
La gestione degli abbonamenti è particolarmente delicata per Agesp. «Siamo in overbooking, con una lista d’attesa di 315 persone» ammette Quarantotto. «C’è un mancato utilizzo full time e lo sappiamo». Pur di non perdere la tessera, infatti, gli utenti preferiscono lasciare i posti vuoti anche per intere giornate. E allora tra i banchi del consiglio comunale, che è competente nello stabilire le tariffe dei parcheggi, iniziano a farsi avanti diverse ipotesi di introdurre modifiche. «Parcheggiare in centro a un euro al giorno è un’idiozia» tuona Max Rogora, che punta il dito anche sui posteggi gratuiti alla stazione FS, «siamo l’unica città». E se l’altro “Fratello” Paolo Geminiani chiede di «valutare se far pagare la pausa pranzo», per il sindaco Emanuele Antonelli si dovrebbe «limitare la gratuità alle auto elettriche. Magari solo un’ora per il momento poi le togliamo». Ma dai banchi dell’opposizione Paolo Pedotti invoca «un piano parcheggi» per Busto.
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busto arsizio parcheggi overbooking – MALPENSA24
