LEGNANO – Un “terzo polo” molto frammentato e guidato dall’ex presidente del consiglio comunale Federico Amadei, già Pd, protagonista tre anni fa di una clamorosa rottura con la maggioranza arancione che dal 2020 amministra Legnano. Mentre centrosinistra e centrodestra temporeggiano nell’indicare il loro candidato sindaco, il Patto Civico gioca d’anticipo e presenta, oltre al candidato a succedere a Radice, un programma di 10 pagine per la città “ecologista e progressista” (ma non ancora il simbolo della lista).
Il Patto che si è presentato oggi, sabato 25 ottobre, a circa sei mesi dalle elezioni (nella foto in alto) appare politicamente molto spostato a sinistra: oltre all’Osservatorio Civico (presentato giusto un anno fa) e al Movimento dei Cittadini, oggi presenti in consiglio comunale, comprende Cinque Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Rifondazione comunista, che invece non vi sono rappresentati.
«Diamo un’alternativa ai cittadini»
«È un bel peso quello che questi amici mi hanno conferito – esordisce Amadei – Dalla nostra prima lista civica è nato un programma condiviso da queste forze politiche ma avremo un dialogo aperto con tutti, anche con i Socialisti e altre liste civiche che vorranno aderire. Forze con differenze fra loro, ma unite sul programma, in divenire, che vogliamo portare a cittadini e associazioni con incontri bisettimanali per correggerlo se ci daranno altre idee che ci convincano. Vogliamo dare un’alternativa a Legnano, dove si presenteranno ancora Radice e il centrodestra, ma manca il terzo polo. Sono sostenuto da giganti, che mi permettono di guardare lontano». Quanto lontano? «Nel 2020 eravamo divisi, con quattro distinti candidati sindaci (Rogora, Bertolini, Brumana e Simone Rigamonti). Allora, sommati, i loro voti arrivarono a più del 20%. I princìpi che ci ispirano sono la tutela e la salvaguardia di lavoro, ambiente e salute».
Fra una critica e l’altra all’attuale amministrazione, spuntano le prime proposte. «Il nuovo Pgt è inefficace e inadatto a questa città; quanto al piano del traffico, pensiamo a pullman urbani elettrici e magari gratuiti. Sulla sicurezza il centrosinistra nega il problema, il centrodestra lo esagera, nel nostro programma c’è il potenziamento dei turni della Polizia locale. Sull’inceneritore di Borsano l’attuale amministrazione ha cambiato idea, non io: va chiuso, altro che prorogarlo in eterno». Quanto alla campagna elettorale, «dopo cinque anni di politica antipatica, ne voglio una simpatica. In questi anni abbiamo assistito a una delle peggiori consigliature nella storia della città, i cittadini si sono disaffezionato ai consigli comunali e alla politica. Faremo una campagna innovativa, non social ma sociale, con zainetto e scarpe da ginnastica, a zero costi: anziché distribuire volantini parleremo con la gente, che deve tornare a provare emozione e passione per la politica».
Tante anime unite dal programma
Alla presentazione di oggi sono intervenuti i rappresentanti delle tante componenti del Patto, che qualcuno nel Palazzo ha già definito con disprezzo «indifferenziato». Di seguito, gli intervenuti e i temi affrontati.
Barbara Dell’Acqua e Lucia Bertolini di Rifondazione comunista hanno puntato l’attenzione sul lavoro (con uno sportello comunale dedicato) e sulla salute, auspicando un Patto della salute locale per i cittadini legnanesi, presìdi sanitari scolastici, supporto agli ambulatori di medici di base associati e l’adesione alla Rete delle Città Sane dell’Oms. Gli ex consiglieri comunali Riccardo Olgiati, anche deputato nella precedente legislatura, e Marinella Saitta (M5S) sullo sport – «etico, inclusivo e con un valore sociale» – e la sanità: «Il pronto soccorso dell’ospedale è diventato un imbuto dove tutti arrivano e nessuno può uscire, il Comune può anticipare il bisogno di salute e prevenire lo stato di malattia». Olgiati ha parlato anche di «Pnrr sfruttato poco e solo parzialmente» e non ha nascosto le proprie ambizioni: «Tornerò a dare battaglia per il palazzetto dello sport e l’arena del Palio, ma non al Castello. Il nostro è un percorso tutt’altro che scontato per un progetto politico su cui siamo convinti, con l’obiettivo di arrivare al ballottaggio».
Rosanna Pontani (Sinistra italiana) e Angelo Pisoni (Europa Verde) pensano la prima a «un’alternativa di città progettata anche per le donne per favorire socialità, aggregazione e condivisione» e al salario minimo per i dipendenti pubblici, il secondo alla mobilità dolce e a ridurre l’impatto ambientale del trasporto pubblico in città, con un occhio di riguardo per i pendolari. Ancora, per Stefano Quaglia e Alessandro Rogora (Osservatorio Civico) «il Piano del traffico è completamente slegato dal Pgt e le auto parcheggiate stanno invadendo anche le strade di periferia», mentre Rogora raccomanda di «ascoltarsi l’un l’altro e aprirsi all’ascolto della comunità, anziché vivere in eterna competizione con se stessi e con la collettività».
Infine, il civico Franco Brumana: «Io non sono una forza politica, sono un cittadino qualunque che ha rappresento un’assemblea che aveva presentato un programma, esperienza che si esaurisce. Appoggio il Patto perché è attento alla soluzione dei problemi concreti. Legnano sta diventando sempre più una periferia di Milano, la questione del Movibus ne è la dimostrazione. È una città dormitorio, dove manca il lavoro, e una città pattumiera, con l’inceneritore di Borsano e l’impianto Forsu che ricevono rifiuti da ogni dove, oltre ad avere una falda acquifera inquinata da cromo esavalente. La soluzione? La zona omogenea prevista, con tanto di regolamento, al momento dell’istituzione della Città metropolitana con capoluogo Legnano. Questa deve assumere il ruolo che le spetta, diventare centro di servizi e pensare ai giovani, a partire dall’occupazione e affrontando il crescente disagio giovanile».
Presenti al battesimo ufficiale del Patto, fra gli altri, ex rappresentanti di sindacati e gruppi di quartiere locali, il consigliere comunale Francesco Toia, l’ex Daniele Berti e pure l’ex segretario di zona del Pd Canio Trione.
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