LEGNANO – Una sorta di “terzo polo” allargato, all’insegna del civismo. A due anni dalla sua burrascosa uscita dalla maggioranza e dal Pd – unica crepa apertasi in quattro anni nel “muro” del centrosinistra che dal 2020 amministra Legnano – il consigliere ed ex presidente del consiglio comunale Federico Amadei annuncia la candidatura del gruppo Osservatorio Civico alle prossime Amministrative. E apre di fatto la campagna elettorale per il nuovo sindaco della città.
«Quante scelte sbagliate di Radice & C.»
«È un progetto alla cui evoluzione si è giunti in questi due anni – ha spiegato Amadei oggi, mercoledì 16 ottobre, nell’insolita sede del Bocciodromo nell’Oltrestazione (nella foto in alto) – Siamo un gruppo di cittadini e vogliamo che prevalgano questi e non i partiti. Non c’è nessuna sigla partitica, mentre siamo aperti a collaborare con tutti i cittadini. Per due anni, anziché puntare a una opposizione gridata, ci siamo trovati a costruire la politica per la città, dal Pgt al lavoro, dai giovani all’ambiente alla salute. Queste proposte, alcune bocciate e altre approvate dal consiglio comunale, diventeranno parte di un programma elettorale ancora da discutere; poi si lavorerà per individuare il candidato sindaco, magari attraverso le primarie o “cittadinarie” che erano nate col Pd e che poi questo ha dimenticato».
L’ultima proposta in ordine di tempo sarà discussa nel consiglio comunale di martedì prossimo, 22 ottobre, e riguarda giochi, recinti per i cani e altre attrezzature per la riqualificazione del Parco Robinson alla Canazza. L’ha elaborata Antonio Stile, che sogna di «avvicinare i giovani alla politica». Tutto all’insegna del pragmatismo e dei bisogni della città. «Destra sinistra centro sono diventate categorie dello spirito» taglia corto Amadei, ex uomo di punta della nuova generazione di Democrat legnanesi. E che sull’operato di Radice & C. è altrettanto netto: «C’è tanto da salvare come da criticare. Alcune politiche sociali sono state valide, ma il vero scontro è sullo sviluppo urbanistico della città. Il Pgt che è stato votato contiene scelte non condivisibili e noi per primi abbiamo espresso con un documento di 37 pagine il rischio di una invasione di centri commerciali, anche per le conseguenze sociali: gli spazi associativi in città non possono ridursi ai centri commerciali, che distruggono il commercio di vicinato. E poi ci sono la logistica e il traffico urbano: scenari degni della prima cintura di Milano e che non vogliamo anche a Legnano».
Tante anime, un solo progetto
Al progetto hanno già aderito Leonardo Viani (coordinatore), l’ex segretario cittadino della Uil Stefano Dell’Acqua, l’ex consigliere comunale di Pd e Legnano Futura Stefano Quaglia e Alessandro Rogora, che nel 2020 era candidato sindaco dei Verdi ma mancò l’ingresso in consiglio comunale. Presenti al primo incontro pubblico anche Vito Giannuzzi (Noi della Lombardia) e il civico Franco Brumana. Tanti volti e idee per un progetto civico unitario che si presenterà al giudizio degli elettori alle Comunali, la cui data appare sempre più probabile l’election day del 2025, in giugno o in settembre.
«La macchina comunale è allo sbando – attacca Quaglia – qualunque dipendente comunale, se gli chiedete come va, vi lancia la scrivania. Dev’essere messa in condizione di lavorare bene. E poi, a partire dal Pgt, non c’è un progetto di città per il futuro e che risolva i problemi, ma una serie di regole e perplessità. E prima della ciclabilità bisognerebbe sviluppare il trasporto pubblico, come avviene in Europa». «Sono fra quelli che non si riconoscono più in quello che erano i Verdi quattro anni fa – precisa Rogora, con a fianco l’ex portavoce dei Verdi Legnano Patrizio Vigna – anche per le dinamiche politiche a livello nazionale». Mentre Dell’Acqua punta il dito sulla mancata convocazione della commissione promessa sulle politiche del lavoro.
Social e incontri pubblici per presentarsi
Per farsi conoscere, Osservatorio Civico punterà sui social e su iniziative pubbliche politiche e culturali, a partire da un prossimo incontro, sempre al bocciodromo di via D’Azeglio, con Riccardo Nencini su Giacomo Matteotti «non come martire del fascismo a cent’anni dalla morte ma come uomo politico, per spiegare quello che fece nel sociale». Senza rinunciare al contatto diretto con le persone. «Quando lo facciamo – tira le somme ancora Amadei – riscontriamo molte critiche nei confronti dell’amministrazione attuale e la voglia che si crei qualcosa di nuovo. Abbiamo davanti un lavoro molto difficile che parte dal basso, senza fondi ma basato sui cittadini e sulle idee».
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