Quando Busto condanna l’estremismo

busto estremismo antonelli
Emanuele Antonelli, sindaco FdI di Busto Arsizio

Piacevolmente sorpresi. Possiamo dirlo dopo l’ultima presa di posizione del sindaco di Busto Arsizio, Emanuele Antonelli, esponente di Fratelli d’Italia, che si dice disposto a pagare di tasca propria la cancellazione della scritta “remigrazione” che sfregia il murale inclusivo della Buca di via Salgari. Un insulto, quella parola, alla tolleranza e all’accoglienza, che non significano arrendersi all’immigrazione, alle preoccupazioni e ai disagi che crea nel nostro tessuto sociale e alla nostra identità, ma la consapevolezza di un dato di fatto e l’impegno nel gestire con mano ferma flussi e nuove presenze. Il contrario della remigrazione etnica (via tutti gli stranieri, buoni o cattivi che siano) propagandata dalle frange più estremiste della destra italiana, europea e americana, che sconfina nel razzismo.

Teoria, la remigrazione, che ha avuto il palcoscenico internazionale nel Remigration Summit di Gallarate, adunata ospitata in un teatro messo a disposizione dal Comune e sostenuta dall’intera maggioranza di centrodestra che, all’unanimità, ha difeso l’evento del maggio scorso in scia al primo cittadino leghista Andrea Cassani. Antonelli, invece, già allora si era detto contrario ad accogliere un simile convegno nella sua città, contrapponendosi nel merito al suo collega gallaratese. Tutti e due, Cassani e Antonelli, hanno in uggia la sinistra, se parli loro di comunismo strabuzzano gli occhi per il fastidio, ma c’è sempre un limite invalicabile rispetto a manifestazioni di disumanità, anche se la matrice è di destra.

Non abbiamo mai (ancora) sentito il sindaco bustocco dichiararsi antifascista, ma sulla remigrazione ci pare non abbia dato adito a fraintendimenti. Non è poco rispetto a una coalizione municipale dove milita l’europarlamentare Isabella Tovaglieri, che proprio attorno alla remigrazione non ammette cedimenti. Dove alcuni suoi componenti sembrano maldisposti al dialogo e all’ascolto, un atteggiamento di chiusura che in passato ha caratterizzato lo stesso primo cittadino. A volte, però, si aprono varchi inaspettati. Antonelli che condanna gli estremismi, da qualunque parte abbiano origine. Il capogruppo dei Fratelli in Consiglio, Paolo Geminiani, che rispetto alla scritta di via Salgari afferma: “E’ un gesto sconsiderato e sbagliato. Busto merita rispetto, merita attenzione”. Di più, il consigliere della Lega Vincenzo Marra ritiene la scritta “un fatto che ferisce non soltanto chi ha dipinto il murale, ma l’intera comunità”.

Per dirla in un altro modo, all’evidenza nessuno ha derubricato lo sfregio a un mero episodio vandalico, come sarebbe stato facile e comodo considerare, affrancandolo dal più preoccupante estremismo. Cosa succede? La Busto del centrodestra più profondo e intransigente cambia pelle, subisce una metamorfosi ideologica e comportamentale? Trasformismo ad usum Delphini, cioè in funzione elettorale e per differenziarsi da Gallarate? Ma anche no, probabilmente soltanto un piccolo segnale di maturata coscienza democratica, da considerare come auspicio per una nuova convivenza civile e politica. Risposta emblematica alle tante, troppe scintille d’odio che attraversano il Paese.

“Remigrazione” sul murale per l’inclusione. Lo sfregio alla Buca di via Salgari a Busto

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