SOMMA LOMBARDO – Arriva al bancone della Nuova Postale, ordina una birra, poi un’altra e un’altra ancora. Alla fine dice che è infastidita dalle persone del tavolo di fianco. Quindi non paga. Pochi metri più avanti, entra al ristorante Il Castigo: primo, secondo, dolce e giri di ammazzacaffè. Ma questa volta la scusa è anche più assurda: «Qui è infestato dai fantasmi». E prova a scappare per non pagare. Si tratta della truffatrice di bar e hotel, ormai nota nel Nord Italia, che di recente ha preso di mira anche Somma Lombardo. Sono stati i proprietari dei locali a raccontare la propria esperienza davanti alle telecamere della Vita in diretta, il programma Rai condotto da Alberto Matano (Guarda QUI il servizio completo, dal minuto 00.57).
Le birre in Postale
Il metodo della truffatrice – che spesso agisce con la figlia – è ormai noto in diverse zone: Varese, Como, Lodi, Milano e dintorni. Ed è ben nota anche alle forze dell’ordine. Frequenta bar, ristoranti e hotel, dove consuma e poi cerca un motivo per non pagare. Con tanto di insulti di ogni genere rivolti a clienti e commercianti («Psicopatico», «hai gli occhi storti», «ti giro e ti rigiro»). E fra le tappe del suo tour di raggiri è finita anche Somma Lombardo.
I fratelli Davide, Francesco e Paolo Sterlicchio sono i proprietari della Nuova Postale, locale che si trova lungo il Sempione e fra i più frequentati in città: «Ha bevuto una birra e poi la seconda, ma la terza non gliel’abbiamo data», ha raccontato Paolo. «Stava già facendo casino, fingeva di parlare al telefono e poi insultava tutti». La scusa per non pagare? «Diceva che le ragazze del tavolo di fianco la guardavano male». A vuoto i tentativi di ricevere il compenso per il servizio: «Piuttosto che continuare in quel modo, abbiamo deciso di lasciarla andare via».
«Fantasmi» al Castigo
All’ombra del Castello, stesso copione nel ristorante Il Castigo. Ma con molta più fantasia: «Ha detto che il locale era infestato dai fantasmi», ha raccontato il proprietario Salvatore Lo Piccolo. «Sì, perché le era sparito il portafoglio». In più si è attaccata al fatto che, al tavolo vicino, fosse presente un cane. Insomma, di pagare non c’era verso. Quindi, gli insulti («Napoletano di m***a») e poi la fuga. Rincorsa e bloccata dai ragazzi del personale.
Un altro dei molti colpi firmati dalla truffatrice di bar e ristoranti, un caso che sta diventando nazionale. Al punto che è proprio lei a vantarsi del suo metodo, arrivando a scrivere sui social messaggi rivolti a improbabili fan: disponibile per autografi, firmacopie e selfie.
Furto nella casa di Gavirate della giornalista de La Vita in Diretta Barbara Di Palma
