BUSTO ARSIZIO – La possibilità di avere un lavoro, un futuro e di tornare all’interno della società in modo diverso. Ma anche l’opportunità per lo Stato, quindi per tutti, di vedere diminuire la recidiva tra gli ex detenuti grazie ad un’occupazione. Sono due punti fermi che passano attraverso la formazione.
La firma del protocollo

E di formazione tratta anche “Fidati di me” il nuovo corso per diventare educatore cinofilo che, presentato oggi lunedì 3 novembre, a fine mese partirà coinvolgerà una decina di reclusi nel carcere di Busto Arsizio. Un progetto di formazione nato dal lavoro di squadra tra Rotary Club, Ciac Asd e istituto penitenziario. Un’occasione che ha dato risultati ottimali nelle case circondariali di Cagliari, Rebibbia e Civitavecchia e che promuove l’istituto di via per Cassano, dove oggi è stato firmato il protocollo che dà ufficialmente l’avvio al progetto, in un modello per tanti altri istituti detentivi.
I cani non giudicano
«La figura del cinofilo è in netta espansione: c’è una grande richiesta anche perché ormai i cani fanno parte di una famiglia su tre, per cui si rende necessario formare persone qualificate e competenti – spiega Sabrina Brusa, educatrice cinofila e presidente di Ciac ASD -. Non sarà un un percorso semplice: bisognerà studiare e applicarsi, ma l’obiettivo è quello di dare ai detenuti una possibilità di trovare lavoro una volta usciti dal carcere imparando una professione che coinvolge gli animali, che non giudicano e ci danno la possibilità di lavorare sulla collaborazione e sull’empatia. Nelle edizioni precedenti del progetto a Rebibbia, Civitavecchia e Cagliari abbiamo visto persone demotivate e rassegnate, che non avevano più scopi da perseguire, cambiare».
La formazione
Il corso, della durata complessiva di 180 ore, porterà i partecipanti a compiere due step. Il primo (con 80 ore di formazione sia pratica che teorica) consentirà di ottenere il tesserino di operatore cinofilo. E quindi di poter lavorare in canili, asili o pensioni per cani o come dog sitter. Il secondo step fornirà la qualifica di educatore cinofilo con possibilità, quindi, di aprire un proprio centro o, ad esempio, seguire i percorsi educativi dei ani e delle famiglie (in Italia sono una su tre) di cui fanno parte.
Il Rotary e l’inclusione
Il progetto non avrebbe però avuto vita senza il Rotary Club Varese Ceresio, che ha fatto da cabina di regia all’iniziativa insieme al Rotary Club Ticino e al Rotaract Club Varese Verbano, con il supporto del Distretto Rotary 2042 della Rotary Foundation. «”Mi fido di te” è un progetto ambizioso volto a dare un’opportunità a persone attualmente detenute – commenta Carlo Giani, presidente del Rotary Club Varese Ceresio -. È un progetto importante per noi come club, che da soli non avremmo potuto realizzare ma nel quale crediamo molto, e speriamo che possa essere il primo passo per ulteriori iniziative». «Tra le tante attività in cui il Rotary si distingue c’è l’inclusione, e l’inclusione di chi è attualmente detenuto nella vita civile è uno dei nostri scopi», ha aggiunto il presidente del Rotary Club Ticino Carlo Casavecchia, insieme al governatore del Distretto 2042 Giuseppe Del Bene e nella presidente del Rotaract Club Varese Verbano Clara Larghi.
Rientrare in società
«Questo progetto si pone sulla scia di una stretta integrazione con il territorio – sottolinea Maria Pitaniello, direttrice uscente dell’istituto penitenziario, insieme alla responsabile dell’Area trattamentale Valentina Sitinelli e al commissario Simona Finiello, vicecomandante del Corpo di Polizia Penitenziaria della casa circondariale di Busto Arsizio -: è un segnale di attenzione, sensibilità e soprattutto condivisione dei nostri obiettivi. Quello che vogliamo fare è dare la possibilità di trovare interessi, passioni e capacità, di sperimentarsi in qualcosa che non si immaginava di poter fare e trovare ulteriori strumenti per aiutare i detenuti a rientrare nella società con una testa diversa una volta terminata la detenzione».
Cambio al vertice del carcere di Busto, Maria Pitaniello dirigerà San Vittore
busto detenuti educatori cinofili – MALPENSA24
