BRINZIO – Che cos’hanno in comune il generale Roberto Vannacci e l’ex europarlamentare e deputato Marco Rizzo, coordinatore di Democrazia Sovrana e Popolare, oltre che prossimo candidato alle Regionali in Veneto?
Il primo patriota, di destra (molto a destra), esaltatore della Decima, vice segretario della Lega Salvini Premier. Il secondo comunista – cossuttiano – (ri)fondatore del Partito Comunista nel 2009 e di Democrazia Sovrana e Popolare. All’apparenza i due sono agli antipodi. In realtà, come spesso accade, gli opposti – sulla carta – si attraggono. E a fare da anello di congiunzione tra i due – e tra quello che sembra rientrare in quell’area di pensiero fascio-comunista – c’è la bersagliera, al secolo Stefania Bardelli, vannacciano di ferro e organizzatrice dell’incontro che si terrà nella sala di via Trieste a Brinzio, sabato 15 novembre, alle ore 11. Sarà proprio lei che duetterà con uno degli ultimi comunisti, Rizzo, dialogando sulle pagine del libro “Una biografia di periferia”.
Frankenstein politico
Fino a pochi anni fa nessuno l’avrebbe immaginato. La destra stava a destra e la sinistra a sinistra. Ma in questo momento, la politica è così liquida e con contenitori così deboli al punto da dare vita a Frankenstein politici. Ora non si può certo dire che siamo all’alba di un movimento politico che veda sotto lo stesso tetto Vannacci e Rizzi, ma non si può negare che i temi che affrontano e il modo in cui li affrontano, spesso riducono le distanze, fino a poco tempo fa siderali, tra i due. E le riduce ancor di più se tra coloro che fanno da pontieri c’è Stefania Bardelli.
Un mix pericoloso: politica, mimetica e paillettes
La giornalista in mimetica e paillettes un po’ ci gioca a creare “scandaletti” politici e un po’ fa sul serio. Che poi ci creda o meno è un altro discorso. Di certo, anche a questo giro ha cercato di sparigliare. Fino a qualche giorno fa ha detto urbi et orbi che la presentazione di Rizzo era una questione personale e distante dal Mondo al contrario. Come se ci si potesse dividere dalla maschera che si è voluta a tutti costi indossare.
Ora però che l’appuntamento si avvicina, Bardelli è uscita allo scoperto. Con la spinta dello stesso Rizzo, il quale in un virgolettato sulla mattinata al Brinzio dice che «la bersagliera fa un grande lavoro politico-culturale che si muove fuori dai confini di ogni partito per portare alla politica la voce dei territori, unendo tutte le donne e gli uomini che vogliono lottare per la sovranità e la pace, valori comuni che superino le convenienze di partiti ormai fatti per compiacere i leader di riferimento e incapaci di lottare davvero, da dentro il sistema, contro un’Unione europea ormai trasformata in una macchina di sanzioni».
Violetti c’è, il Mondo al contrario no?
E lei coglie la palla al balzo e, senza fare un plissé, ci infila dentro – senza dirlo – il Mondo al contrario: «Ringrazio Marco Rizzo per il suo apprezzamento nei miei confronti e per il mio lavoro. Il Gruppo Angelo Vidoletti (Bardelli non lo scrive, ma è il suo team Vannacci) e La Bersagliera (si avete visto bene, nella nota ha messo le maiuscole quasi fosse ormai un brand ndr) vogliono proprio questo: dare voce a chi non si rassegna, a chi desidera riportare la politica tra i varesini, nei territori, nelle piazze e nelle comunità reali. Credo profondamente che non solo Varese, ma tutta l’Italia, abbia bisogno di ritrovare se stessa e di tornare a parlare con una voce libera e indipendente. Continuiamo a camminare con coraggio e passione, lontani dai vecchi partiti – contraddittori per convenienza – che hanno fatto scappare i cittadini dalla politica. Chi pensa di poterci fermare si sbaglia, e presto se ne renderà conto».
Il retroscena
Si dice – spetteguless – che Stefania Bardelli avesse promesso al sindaco di Brinzio di portare in visita Roberto Vannacci. Ciò sarebbe dovuto avvenire prima o dopo l’evento annunciato e poi ritirato di Morazzone, ma comunque in quel giorno. Ecco, al Brinzio non arriverà nessun generale, ma Stefania Bardelli porterà Marco Rizzo a presentare il suo libro.
