La Cgil fa l’ora di educazione civica a Sesto Calende. Tovaglieri: «Inaccettabile»

Sesto calende cgil tovaglieri

SESTO CALENDE – «Nell’Istituto Statale ‘Carlo Alberto Dalla Chiesa’ di Sesto Calende sarà la Cgil a salire in cattedra nell’ora di Educazione Civica del prossimo 18 novembre, come si legge in una circolare inviata alle famiglie degli studenti». A sollevare il caso è l’europarlamentare di Busto Arsizio, Isabella Tovaglieri. 

Chi sale in cattedra? 

L’onorevole della Lega ritiene inaccettabile che un momento formativo fondamentale come l’insegnamento dell’Educazione Civica, «a cui gli studenti sono obbligati a partecipare», sia tenuto da «un’organizzazione sindacale politicizzata e di parte, che nei mesi scorsi è scesa in piazza non per difendere i diritti dei lavoratori ma per sostenere la Palestina e attaccare il governo, creando anche l’occasione per gravi scontri e devastazioni nelle città italiane». 

Lezione o comizio?

Alla luce di questi fatti, Tovaglieri si domanda di che cosa parleranno gli esponenti del sindacato durante l’incontro con gli allievi del ‘Carlo Alberto’, «se si tratterà di una lezione imparziale ed equilibrata o, più probabilmente, di un comizio politico nello stile del segretario Landini». Per questo motivo chiede che questa iniziativa «a dir poco inopportuna, tesa all’indottrinamento surrettizio degli studenti», sia immediatamente cancellata. Della vicenda è già stato informato il gruppo consigliare della Lega di Sesto Calende che depositerà un’interrogazione in Comune.

Le richieste di Lega e Forza Italia

A stretto giro, anche la minoranza di Siamo SestesiForza Italia e Lega – prende posizione. Con una nota, il gruppo «ribadisce la propria determinazione a tutelare l’autonomia educativa delle famiglie e a impedire l’utilizzo delle scuole per attività di orientamento partitico o propagandistico». Per questo motivo, fra le varie richieste di chiarimento sono presenti anche quelle «urgenti» sul «contenuto della lezione, sui materiali utilizzati e sull’elenco dei relatori intervenuti». Non solo: «Richiediamo di sapere chi ha autorizzato l’iniziativa e se siano state fornite informazioni e autorizzazioni alle famiglie». Inoltre, «precisiamo che l’istituto è ospitato in un immobile di proprietà della Provincia, pertanto chiediamo che il Comune chieda formalmente alla Provincia chiarimenti circa le competenze esercitate e che si coordini con essa per le verifiche del caso». Infine, il sollecito ad avviare «verifiche formali, se consentito dalla normativa, alla dirigenza scolastica e agli organi competenti (ufficio scolastico regionale, ministero dell’Istruzione), affinché siano garantiti imparzialità, professionalità e pluralismo nelle attività curriculari».

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