BUSTO ARSIZIO – La guerriglia sul caso di viale Boccaccio al centro di un vertice di maggioranza. Finiscono “sotto processo” i consiglieri di Fratelli d’Italia Orazio Tallarida e Laura Rogora, con Forza Italia che arriva a sollecitare un passo indietro del delegato al verde che aveva espresso pubblicamente il suo dissenso sulla chiusura dei varchi del viale che conduce a Borsano. Ma alla fine la coalizione di centrodestra chiude il caso con la promessa reciproca di maggiore collegialità e più confronto diretto sui temi più delicati dell’azione amministrativa.
Il summit
Nervi tesi al vertice del centrodestra bustocco che si è svolto ieri, 10 novembre, prima di cena nella sede della Lega di via Culin. Al tavolo i capogruppo e i segretari dei partiti alleati – ma non il sindaco Emanuele Antonelli – per affrontare lo spinoso “caso” viale Boccaccio, con la sperimentazione della chiusura dei varchi agli incroci che nei giorni scorsi aveva fatto ribollire le chat in particolare all’indomani dell’uscita pubblica del consigliere di FdI Orazio Tallarida che aveva annunciato di aver firmato la petizione promossa dai residenti di via Cardinal Ferrari per mettere in discussione la decisione dell’amministrazione comunale. Il delegato al verde e all’ecologia è finito sul “banco degli imputati” – criticato anche per la gestione del suo settore – insieme alla presidente del consiglio Laura Rogora, anche lei dei “Fratelli”, accusata di aver organizzato per giovedì 13 novembre un incontro a Palazzo Gilardoni con i promotori della petizione, senza concordarlo con la maggioranza, ma anche al consigliere Max Rogora, il primo a bocciare la sperimentazione sul viale.
Tensioni sull’asse FI/FdI
È stata in primis Forza Italia, il partito da cui Tallarida e Laura Rogora sono fuoriusciti all’indomani del congresso cittadino della scorsa primavera, ad alzare il tiro nei confronti dei “Fratelli”. Arrivando a ventilare la possibilità di un passo indietro del consigliere delegato al verde, che però è stato difeso dal suo partito. Dopo un confronto acceso e schietto – incentrato soprattutto sulla inopportunità di esporre pubblicamente il dissenso rispetto alle scelte portate avanti dalla giunta che, con l’avvicinarsi della prossima campagna elettorale amministrativa, rischierebbe di aprire le porte ad uno stillicidio di polemiche incrociate – però gli alleati non hanno affondato il colpo e il caso è destinato a rientrare senza conseguenze pratiche.
Tarallucci e varchi
La soluzione? Più collegialità. Ovvero una serie di riunioni, già a partire dalla prossima settimana, per una preventiva condivisione delle iniziative amministrative dei singoli assessori e consiglieri delegati con i consiglieri comunali dei quattro gruppi alleati. Per prevenire le polemiche prima di doverle “curare” quando escono allo scoperto. Nel merito della questione viale Boccaccio, il sindaco Antonelli già nei giorni più caldi della “guerriglia” in maggioranza aveva chiesto di procedere con la sperimentazione già definita della chiusura dei varchi agli incroci al fine di eliminare le code infinite ai semafori, ma già in queste ore insieme al consigliere delegato alla viabilità Alex Gorletta (che è anche capogruppo della Lista Antonelli) e ai tecnici del settore si sta ragionando su qualche correttivo per venire incontro alle istanze dei residenti di via Cardinal Ferrari.
«Rotonda su viale Boccaccio coi soldi dei parchi». Ora è guerriglia in maggioranza
