«Mille euro al giorno per “vedere come va”?». Loschiavo boccia viale Boccaccio

L'ex assessore alla mobilità sostenibile Salvatore Loschiavo

BUSTO ARSIZIO – «Viale Boccaccio, mille euro al giorno per “vedere come va”. Non è una vera sperimentazione, ma un mese di prove alla cieca». È una bocciatura-bis, quella dell’ex assessore alla mobilità Salvatore Loschiavo. Già la sperimentazione approvata dall’amministrazione comunale, con la chiusura dei varchi agli incroci, era stata bollata impietosamente come «un tentativo alla cieca», ora l’ipotesi di aggiungere anche una mini-rotatoria all’incrocio con via Lodi appare come «una toppa temporanea, non una soluzione costruita su dati e partecipazione».

La bocciatura

«Si è partiti senza dati e si continua senza metodo – dichiara Salvatore Loschiavo, ex assessore e fondatore dell’associazione PoliticaMente – una vera sperimentazione richiede analisi, monitoraggio e partecipazione. Qui, invece, si procede alla cieca. Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico». Nel mirino anche il costo complessivo dell’operazione, 31mila euro: «Fanno mille euro al giorno. Una cifra importante per un intervento senza metodo e senza garanzie di efficacia». Loschiavo ricorda di aver proposto «già a febbraio 2024 un vero studio viabilistico indipendente, rimasto senza risposta», e rilancia questa soluzione alternativa chiedendo lo stop immediato di questa «sperimentazione». Perché «Busto non è un laboratorio per esperimenti improvvisati: è la nostra città, e merita competenza, metodo e ascolto».

La nota di Loschiavo

«Non basta chiamare “sperimentazione” un intervento per renderlo tale» — dichiara Salvatore Loschiavo, esponente civico e fondatore dell’associazione bustocca PoliticaMente.
Dopo giorni di polemiche e proteste dei residenti, il sindaco Antonelli ha confermato che la cosiddetta “sperimentazione” su viale Boccaccio andrà avanti.
La novità annunciata è una mini-rotonda provvisoria all’incrocio con via Lodi, installata con i new jersey, per “vedere come va”.
Ma questa non è una vera sperimentazione, né un vero ascolto dei cittadini.
La rotatoria arriva non da un confronto pubblico o da uno studio condiviso, ma come reazione frettolosa alle proteste dei residenti di via Cardinal Ferrari.
Una toppa temporanea, non una soluzione costruita su dati e partecipazione.
Una vera sperimentazione parte da un metodo chiaro, basato su dati, analisi e obiettivi da verificare.
Nel caso di viale Boccaccio, invece, mancano del tutto:
• una raccolta dei dati di partenza (traffico, sicurezza, impatti ambientali);
• una analisi preventiva degli scenari e delle alternative;
• un monitoraggio strutturato dei risultati;
• e soprattutto, un ascolto reale e aperto dei cittadini.
Il tutto avrà un costo complessivo di 31.000 euro, pari a 1.000 euro al giorno per un mese di prove “alla cieca”.
Una cifra importante per un intervento senza metodo e senza garanzie di efficacia.
«Si è partiti con una chiusura dei varchi senza dati, e ora si prosegue con una mini-rotonda, sempre senza dati. Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico — commenta Loschiavo —. Continuare a procedere per tentativi, ignorando competenze e cittadini, è la negazione stessa di una buona amministrazione. L’ascolto non è reagire alle proteste, ma coinvolgere prima, con trasparenza e metodo».
Già lo scorso 28 febbraio 2024, Loschiavo aveva trasmesso al Sindaco un preventivo per uno studio viabilistico serio e indipendente, fondato su raccolta dati e analisi degli scenari. Una proposta rimasta senza risposta.
«Chiedo che questa sperimentazione venga immediatamente sospesa, e che si avvii invece un vero studio indipendente sulla viabilità del viale e delle zone circostanti coinvolte — conclude Loschiavo — Busto non è un laboratorio per esperimenti improvvisati: è la nostra città, e merita competenza, metodo e ascolto».

Viale Boccaccio, parla Loschiavo: «Tentativo alla cieca. È mala amministrazione»

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