Fuga di Del Grande, sequestrati cellulari e chiavetta. In quanti lo hanno aiutato?

CADREZZATE – Due telefoni cellulari e una chiavetta Usb. E’ quanto emerge dal decreto di perquisizione in capo a Rossella Piras, compagna di Elia Del Grande, indagata con l’accusa di averne aiutato la fuga e la latitanza. I tre dispositivi sono ora al vaglio dei carabinieri dei comandi provinciale di Varese e Modena e del Ros.

Accertamenti su telefoni e chiavetta

Del grande era fuggito lo scorso 30 ottobre dalla casa lavoro di Castelfranco Emilia dove sarebbe dovuto rimanere sei mesi (al termine dei quali sarebbe stata rivalutata la sua pericolosità sociale) per aver violato i “paletti” della libertà vigilata ottenuta dopo aver scontato 25 dei 30 comminati per aver sterminato l’intera famiglia – padre, madre e fratello – nel 1198.

Del Grande, 50 anni, era stato fermato 13 giorni dopo a Cadrezzate, paese dove è nato e cresciuto e dove ha una casa. Quella in via Matteotti, proprio sopra al forno di famiglia (oggi gestito da altri), non lontano dall’abitazione dove nel ’98 si consumò quella che venne definita la strage dei fornai. Dall’analisi dei dispositivi gli inquirenti intendono accertare se questi siano stati utilizzati dal 50enne per organizzare fuga e latitanza e, nel caso, chi abbia contattato il pluriomicida. Sono infatti in corso concreti approfondimenti per capire se, oltre a Piras come sospettato dagli inquirenti, ci siano altre persone coinvolte nella fuga.

Udienza a Modena

Del Grande, nel frattempo, si trova in una casa-lavoro ad Alba. Il 26 novembre è fissata un’udienza davanti al magistrato di sorveglianza di Modena che dovrà decidere se fissare quella di Alba quale destinazione ultima per il regime di sorveglianza speciale del 50enne oppure stabilire che debba essere trasferito ad altra sede.

Finita la fuga di Del Grande, preso a casa sua a Cadrezzate. Si spostava in pedalò

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