LEGNANO – Più di cento anni fa, nel 1919, dall’intuizione dell’imprenditore Antonio Bernocchi nasceva la scuola operaia professionale di Legnano. Oggi quella scuola, divenuta l’Ipsia Bernocchi, si presenta rinnovata e moderna a seguito dei lavori di riqualificazione di Città Metropolitana (nelle foto). Il restauro conservativo e l’adeguamento normativo di uno dei complessi scolastici più significativi dell’Alto Milanese per valore architettonico e identitario sono stati finanziati dal Pnrr con un investimento di oltre 11 milioni di euro (11.047.720) nell’ambito di NextGenerationEu.
Il restauro, inaugurato oggi, venerdì 21 novembre, ha riportato l’edificio all’antico splendore, preservando il valore architettonico e storico, mantenendone dimensioni, spazi e decorazioni, e al tempo stesso lo ha reso sicuro, accessibile e adeguato alle più moderne norme antisismiche, antincendio e igienico-sanitarie e relative all’abbattimento delle barriere architettoniche.
Inaugurato il restauro di Città Metropolitana

Fra le principali opere realizzate, illustrate dagli ingegneri Riccardo Celesti e Fabiano Rosa, il restauro delle facciate principali e interne, con pulitura e recupero degli elementi decorativi originali; il rifacimento completo della copertura a doppia falda con ancoraggi antisismici e linea vita; la realizzazione di una nuova scala di sicurezza esterna e di un ascensore esterno per garantire l’accessibilità a tutti i piani; l’adeguamento sismico con intonaco armato, chiusura di vani critici e rinforzo strutturale; la creazione di intercapedini per migliorare l’illuminazione dei locali seminterrati, già usati come deposito e oggi sede di laboratori (nelle immagini sopra, prima e dopo l’intervento); la ristrutturazione e l’ampliamento dei servizi igienici su tutti i piani; la sostituzione di tutti i quadri elettrici, impianti di illuminazione (salvo gli apparecchi storici), prese, punti dati, illuminazione di emergenza; l’installazione di nuovi impianti di rilevazione incendi a infrarossi, di evacuazione sonora e antintrusione; il restauro e la ricollocazione degli infissi storici; e il recupero dell’aula magna, il cui soffitto è stato rifatto dopo i danni arrecati dalle infiltrazioni d’acqua piovana. L’edificio conserva intatte le sue caratteristiche in stile Liberty sulla facciata principale (ora illuminata) e negli spazi interni e ritrova il suo ingresso con pietre al posto dell’asfalto dietro ai cancelli originali, tutti restaurati.

Al piano terra sono state ricavate nuove aule multimediali (come quella qui sopra) con una domotica all’avanguardia ma serramenti originali di porte e finestre; nel seminterrato, ampi e luminosi laboratori (sotto).
Maviglia: «Guai a fermarsi adesso»

«Restituiamo agli studenti, ai docenti e a tutta la comunità di Legnano un pezzo importante della nostra storia completamente rinnovato, più sicuro, più accessibile e funzionale – ha detto nella cerimonia di oggi il consigliere delegato all’edilizia scolastica di Città Metropolitana (Cm) Roberto Maviglia – È stato uno dei lavori più complessi fra i 35 cantieri per complessivi 135 milioni di euro nelle scuole superiori del Milanese, ma nell’intervento su questa struttura storica di inizio Novecento, che ha comportato una impegnativa sfida tecnica, si è realizzata una congiunzione astrale per cui tutti hanno lavorato a dovere, dimostrando come si possono spendere bene i soldi pubblici in un rapporto corretto con le imprese. Eppure nel dibattito sulla Legge Finanziaria nessuno parla di scuola: bisogna che i cittadini facciano emergere questa necessità, le scuole sono il più importante investimento per il futuro del Paese e non possiamo permetterci di fermarci ora, né alla scadenza fissata dal Pnrr per il giugno 2026».

Concetto ripreso dal sindaco Radice, presente con gli assessori Maffei e Fedeli e con i primi cittadini di San Giorgio su Legnano Ruggeri e San Vittore Olona Zerboni. «Questo non è un punto di arrivo, ma di ripartenza – ha detto Lorenzo Radice – La scuola fa crescere talenti che distribuisce al territorio, sta a noi far proseguire la sua attività dopo il Pnrr. Il 29 luglio 2021 – ha ricordato – fu firmato tra Comune e Cm un accordo di programma per il Bernocchi dopo 18 anni che se ne parlava. Dico grazie alla parte politica, al sindaco Sala e a quelli che l’hanno preceduto. Da Spugna alla mobilità, sono tanti i progetti di Cm su questo territorio che arrivano perché si lavora insieme. Chiedo alla comunità locale di ricordare che a questi risultati si arriva con un sano compromesso fra le istituzioni, nel senso di prometterci qualcosa e fare un percorso insieme».
Mentre Alessandra Tadini, direttrice dell’area infrastrutture di Cm, ha posto l’accento sulla soluzione in corso d’opera dei problemi dettati dai vincoli architettonici sull’edificio, la dirigente scolastica Elena Maria D’Ambrosio ha sottolineato come «qui da cent’anni si formano tecnici, imprenditori e professionisti di tutto il Paese. Oggi l’istituto torna a nuovo splendore, ma una cosa non cambia e non cambierà mai: la scuola non è solo formare ed educare, è il cuore pulsante della società, il luogo dove si trasmettono valori. Ora l’edificio è pronto ad accogliere le nuove generazioni con spazi più sicuri e funzionali, in un ambiente inclusivo che, ne sono certa, sarà ricco di opportunità, idee e soddisfazioni».
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