A Lignano Sabbiadoro torna “Lignano Natale d’A…mare”, la manifestazione che trasforma la località in un villaggio incantato dove la magia del Natale incontra il fascino del mare d’inverno.
Elemento iconico è il presepe di sabbia, giunto alla 22ª edizione, promosso dall’accademia della sabbia e dall’associazione Dome aghe savalon d’aur. Confermati il Villaggio del Gusto, la pista di pattinaggio circolare attorno al grande albero luminoso di piazza Fontana e il Lignano Express. Nel Villaggio del Natale dal 5 dicembre, PromoTurismoFVG sarà presente con una tipica baita di montagna dove i visitatori potranno scoprire le bellezze del Friuli Venezia Giulia.

A Grado, il Natale comincia il 6 dicembre con la rassegna “Presepi a Grado”, mostra diffusa di natività provenienti da Italia, Austria e Slovenia, dal Palazzo dei Congressi alle calli del centro storico (fino al 1° febbraio 2026). L’evento più atteso è “Arrivano le Varvuole”, rievocazione dell’antica leggenda delle streghe del mare, al calar della notte del 5 gennaio al porto Mandracchio.
Sulla Spiaggia Imperiale, dal 19 dicembre al 6 gennaio, torna la Winter Season 2025–2026: la spiaggia si trasforma in un bosco incantato tra luci e alberi addobbati. Cuore dell’esperienza è il bar Numero Uno, aperto ogni giorno dalla tarda mattinata al tramonto, con lettini e coperte riscaldanti per ammirare il mare, una vasca idromassaggio riscaldata, una sauna da esterno e una seconda vasca idromassaggio fredda per il “dopo sauna”, piatti alla brace cucinati sullo spolert (stufa tradizionale) e un programma di eventi per grandi e piccoli.
Sapori e tradizioni culinarie
Il Natale in Friuli Venezia Giulia è anche gusto e convivialità, con un viaggio nei sapori autentici, tra fuochi accesi, profumi di spezie e piatti che raccontano la storia di una terra di confine. Dalle montagne della Carnia alle coste di Trieste e Grado, ogni valle e ogni borgo custodiscono una cucina che unisce culture diverse, fondendo l’anima mitteleuropea e adriatica in una tavola ricca di carattere. Nelle osterie di montagna, il muset e brovada è il vero re delle feste: l’insaccato affonda nella dolce acidità delle rape in vinaccia, accompagnato da polenta fumante e un bicchiere di rosso corposo. Accanto, il frico, morbido o croccante, con formaggio Montasio Dop e patate, scalda i rifugi e le case durante le giornate più fredde. Non mancano le zuppe rustiche come la jota triestina, con crauti, fagioli e patate, o la minestra d’orzo e fagioli della Carnia, simboli di una cucina povera ma genuina. Sulle tavole del Goriziano e del Tarvisiano, l’influenza mitteleuropea si traduce in piatti ricchi e speziati come il gulasch di manzo o cervo oppure gli gnocchi di pane.
In Carnia, la tradizione dolce-salata trova la sua massima espressione nei cjarsons, 2 ravioli unici nel loro genere, dove erbe, ricotta e uvetta convivono in un’armonia di sapori che profuma d’inverno e di memoria. Il mare, in questa stagione, si veste di calma e poesia e nei “suoi” ristoranti il boreto di pesce gradese racconta una cucina essenziale ma raffinata, fatta di pescato fresco e sapori veri.

Qui l’inverno invita alla lentezza, tra un calice di Friulano e un piatto servito al tramonto. E per chiudere i dolci delle feste: la gubana delle Valli del Natisone, gli strucchi e il presnitz triestino portano in tavola la ricchezza delle spezie, delle noci e della grappa, in un abbraccio di profumi che racconta l’anima più intima e conviviale della regione.
Da segnalare inoltre due percorsi a tema come la tradizione dei “Fogolars” in Friuli Venezia Giulia, dedicata al “focolare” – simbolo della cultura friulana, rappresentando non solo un caminetto di grandi dimensioni, ma anche un luogo di incontro e condivisione per le famiglie – e la Strada del prosciutto e della norcineria friulana, una tradizione che affonda le radici in secoli di storia e sapere contadino. Qui, infatti, la cultura del maiale (il purcìt in lingua friulana) è quasi sacra, una sintesi perfetta di sapienza artigianale e rispetto per il territorio da cui nascono prodotti straordinari.
Arte e cultura
Il Natale è anche arte e grandi mostre. Cinque sono le rassegne visitabili che chiudono l’anno di Nova Gorica–Gorizia Capitale europea della Cultura: “Sul confine della pace. La grande bellezza scuote il mondo in fiamme” (chiesa di San Carlo e palazzo del Seminario), con undici opere di maestri assoluti in dialogo con il cartone della Guernica (1955) di Picasso; a Casa Morassi, in borgo Castello, “Tre sguardi. Steve McCurry, Meta Krese e Alex Majoli”; al Museo di Santa Chiara, “Basaglia. Dove gli occhi non arrivano”, con fotografie di Gianni Berengo Gardin, Raymond Depardon e Ferdinando Scianna; a palazzo Attems Petzenstein, “Da Capa a Bischof.
La grande mostra sulla guerra e sulla pace dei fotografi Magnum”; quindi l’apertura di DAG – Digital Art Gallery nella restaurata galleria Bombi, un progetto di arte digitale firmato da Refik Anadol, uno dei più importanti, influenti e riconosciuti artisti della digital art contemporanea. Ma le grandi mostre continuano anche oltre Gorizia: a Villa Manin di Passariano di Codroipo, “Confini da Gauguin a Hopper” conduce tra oltre cento capolavori dell’Otto-Novecento; a Pordenone, il palazzo del Fumetto presenta “L’Eroica Fifa Blu” dedicata a Lupo Alberto, mentre in galleria Bertoia si tiene la rassegna fotografica “Robert Doisneau.
Lo sguardo che racconta” e ancora Olivia Arthur, Seiichi Furuya e Stefanie Moshammer saranno in mostra al museo Civico d’Arte Palazzo Ricchieri e ai nuovi mercati culturali Pordenone per una grande anteprima del percorso verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.
Ad Aquileia, al museo archeologico nazionale, “Gli Dei Ritornano. I Bronzi di San Casciano” presenta eccezionali testimonianze etrusco-romane rinvenute in Toscana, che svelano la spiritualità, l’ingegno e la raffinatezza di una civiltà antica rimasta nascosta per oltre duemila anni.
Infine, a Trieste, al Salone degli Incanti, “Tolkien. Uomo, Professore, Autore” (fino all’11 gennaio 2026) offre un’esperienza immersiva tra manoscritti e mappe; prosegue inoltre “Fashionlands – Clothes Beyond Borders” (fino al 4 gennaio 2026), che racconta il vestire come linguaggio tra arte, design e società.
Sempre a Trieste due le innovative esperienze teatrali immersive: al museo Sartorio prende vita Lionello Stock, lo spirito di un’epoca: un viaggio itinerante tra sogni e intuizioni del grande imprenditore triestino che trasformò la Camis & Stock in una leggenda internazionale, interpretato da Lorenzo Acquaviva e Andrea Mitri con la regia di Giovanni Boni. Al museo Revoltella, invece, Un caffè con il Barone accompagna il pubblico tra le sale dell’antica dimora, guidati dallo stesso barone Revoltella (interpretato da Lorenzo Acquaviva con Valentino Pagliei), tra memorie, successi, ombre e ambizioni della Trieste imperiale.
Info: www.turismofvg.it/it/arte-e-cultura
