BUSTO ARSIZIO – «Il sindaco a volte si arrabbia, ma come facciamo a volergli male?». Il presidente provinciale di Fratelli d’Italia Andrea Pellicini se la cava con una battuta per ricucire lo strappo interno al partito a Busto Arsizio, dopo la bagarre in commissione bilancio culminata nella lite furibonda, diventata virale sui social, tra il sindaco Emanuele Antonelli e il consigliere Max Rogora. E il sottosegretario Paola Frassinetti sorprende: «A Busto Arsizio il sindaco rende tutto facile. Sembra esserci un’enclave di serenità politica». In realtà voleva dire “stabilità” – dopo 32 anni di centrodestra al governo – ma il lapsus freudiano è stato esilarante, alla luce delle ultime vicende.
Fratelli “separati in casa”?
Erano in 250 alla cena provinciale di Fratelli d’Italia, che si è celebrata al ristorante “Verve”, proprio in quella Busto Arsizio in cui tira aria da “separati in casa” nei meloniani. Emblematica la foto di gruppo dei Fratelli “eletti” di Busto Arsizio: ci sono i sei componenti del gruppo consiliare guidato da Paolo Geminiani e c’è il vicesindaco e assessore allo sport Luca Folegani, ma non il sindaco. Effetto delle “scorie” dei battibecchi in aula, anche se Antonelli, nel suo discorso introduttivo, non fa a meno di ringraziare la sua squadra di Busto: «I miei consiglieri e i miei assessori, che mi supportano e mi sopportano. Stanno davvero lavorando bene». Al di là delle ultime tensioni, il circolo cittadino guidato da Alberto Falciglia però appare in ottima salute, con oltre 100 iscritti. E ha letteralmente monopolizzato le tavolate del “Verve” con i suoi militanti, tra cui molti giovani. Ma anche la “presidentissima” della Pro Patria Patrizia Testa e soprattutto il “padre nobile” del circolo Almirante, l’onorevole Ninetto Pellegatta, premiato con una medaglia ricordo della sua prima tessera del MSI del 1952.
«I campi larghi? Non ci fanno paura»
Beghe locali a parte, Fratelli d’Italia continua a viaggiare con il vento in poppa a livello nazionale. Lo ricorda il coordinatore Pellicini, che il “padrone di casa” Antonelli lancia per il gran ritorno alla guida di Luino. «Presto sarà sindaco, ed è giusto così. Perché se lo merita». Pellicini dal canto suo ricorda che «i sondaggi ancora ci premiano, tutti stabilmente oltre il 30%, ed è merito di Giorgia Meloni, leader riconosciuta a livello internazionale. Ora è fondamentale il referendum sulla separazione delle carriere su cui bisogna impegnarsi al massimo». Anche il sottosegretario Paola Frassinetti tiene la barra dritta: «Dobbiamo essere orgogliosi del lavoro che stiamo facendo al governo, ma ora inizia un anno difficile. Dovremo fare capire che i campi larghi a noi non fanno paura e che la sinistra è divisa».
Il parterre

«La coalizione è un pilastro fermo – prosegue Frassinetti – più che il voto, a me spaventano i giochi di palazzo di chi vorrebbe un presidente del consiglio tecnico». Tra i “big” presenti anche l’onorevole Andrea Mascaretti, l’assessore regionale Francesca Caruso e la consigliere regionale Romana Dell’Erba. E ancora il sindaco di Daverio Marco Colombo e quello di Marnate Marco Scazzosi (che però sarebbe in quota Forza Italia), mentre non c’era l’altra fascia tricolore iscritta a FdI, Pietro Zappamiglio di Gorla Maggiore. Si prende un applauso speciale il consigliere nazionale del partito Salvatore Marino, regista della campagna di tesseramento che ha superato quota mille.

Busto, sul bilancio è bagarre: maggioranza nel caos. Lite tra sindaco e Max Rogora

