VARESE – «Chiedo che venga convocata una capigruppo per domani (oggi 10 dicembre per chi legge ndr) prima del consiglio». È stato il colpo di coda di Salvatore Giordano, guida dei Fratelli in consiglio comunale. E il motivo della richiesta non è poi così segreto: trovare una soluzione per uscire dal pantano degli oltre 1.500 emendamenti presentati dalla Lega.
E la proposta di Giordano, che molto probabilmente si tradurrà in un’interruzione a consiglio in corso e non prima dell’inizio della seduta di questa sera (mercoledì 10 dicembre), ha fatto subito arrabbiare la Lega, che, a microfoni spenti, non si fida più dell’atteggiamento del Fratello alleato non incline all’ostruzionismo del Carroccio. Ma andiamo con ordine.
Il torrentizio Angei sfida Boato
Tra i banchi della minoranza Stefano Angei è pronto, se non a battere, per lo meno a evocare il record di Marco Boato, deputato radicale capace di parlare senza sosta alla Camera per 18 ore e 5 minuti. Il leghista varesino davvero alla fine della maratona potrebbe entrare nel gotha degli oratori infiniti. Tra i grandissimi si ricordano il torrenziale Marco Pannella, ma anche Giorgio Almirante, battezzato «vescica di ferro» per aver costretto i colleghi ad assistere a un intervento di oltre dieci ore. Roba da Prima Repubblica e che Angei, nella tattica se non nello stile, ha riesumato. Roba di cui i colleghi di opposizione e maggioranza farebbero volentieri a meno.
Giordano non condivide le scelte
Infatti, tra i consiglieri di minoranza c’è chi sta cercando in tutti i modi di trovare una via d’uscita che, per come si sono messe le cose, lascerà segni sull’alleanza di centrodestra. E tra questi, a cercare con ostinazione una mediazione, è proprio Salvatore Giordano. Il Fratello Pontiere ieri sera, a consiglio concluso, ha chiesto una commissione per cercare di ridurre i tempi di un consiglio che si preannuncia infinito e sfiancante.
Secca la risposta di qualche leghista mentre usciva dall’aula: «Visto che non l’ha detto a nessuno di noi ci sarà solo lui. Non tutti i capigruppo possono arrivare prima. C’è anche ci ha impegni di lavoro. Queste cose vanno condivise». E il tono era piuttosto seccato. Poi però è arrivata la soluzione di interrompere il consiglio di questa sera per fare la capigruppo. Ma anche in questo frangente, ciò che emerge è che tra le minoranze la condivisione è solo di facciata. Per il resto ognuno per la sua strada. E quella dei leghisti è segnata: “Avanti tutta senza sconti”. Ci sarà da soffrire.
Varese, l’ostruzionismo della Lega trasforma il consiglio in una burletta
