GALLARATE – I dati demografici più recenti restituiscono un’immagine chiara e significativa della Gallarate di oggi. I cittadini stranieri residenti in città sono 8.936, di cui 1.813 minori. Le comunità più numerose provengono da Pakistan, Albania e Bangladesh, mentre superano il mezzo migliaio ciascuno anche le presenze di cittadini di Cina, Romania e Marocco. Nel complesso, gli stranieri rappresenta oggi il 16,6% della popolazione gallaratese, una percentuale già di per sé molto rilevante.
I nuovi italiani
A questi numeri si aggiunge un dato spesso meno considerato ma altrettanto importante: 4.237 cittadini stranieri hanno acquisito la cittadinanza italiana nell’ultimo decennio. È evidente che non tutti siano ancora residenti a Gallarate, ma si tratta comunque di un elemento che incide in modo significativo sull’evoluzione demografica e sociale della città, spostando ulteriormente una percentuale già elevata.
«In qualità di Assessore ai Servizi Demografici – spiega Stefania Picchetti – in questi anni mi sono occupata direttamente dei giuramenti di cittadinanza, un momento solenne e simbolicamente molto importante, ma anche un’occasione concreta per osservare da vicino cosa significhi oggi diventare cittadini italiani». Partecipare consente infatti di cogliere le dinamiche dell’integrazione reale, che spesso – anche dopo dieci anni di residenza – evidenzia limiti significativi, a partire dalla conoscenza della lingua italiana. «Non di rado, durante questi momenti ufficiali, accanto ai nuovi cittadini si trovano accompagnatori con il volto completamente coperto dal velo, elemento che pone interrogativi evidenti sul livello di consapevolezza e adesione alle regole del nostro Paese. Questo dimostra come integrazione e appartenenza non possano essere misurate solo in anni di residenza, ma richiedano un vero percorso di conoscenza, partecipazione e condivisione dei valori fondamentali della nostra comunità nazionale».
Integrazione e legalità
Il pensiero di Picchetti è condiviso dal sindaco Andrea Cassani che, in chiosa finale, ritiene doveroso esprimere una riflessione e «una preoccupazione per la nostra città». E spiega: «Troppo spesso teatro di episodi che mostrano come, per una parte di questi soggetti, i concetti di legalità, rispetto delle regole e integrazione siano ancora lontani dall’essere pienamente compresi e interiorizzati. Una fotografia che impone un confronto serio, responsabile e non più rinviabile sul futuro sociale e civile di Gallarate».
Gallarate, il caso: in una scuola primaria 126 studenti su 130 sono stranieri
Gallarate, allarme maranza alla pista di ghiaccio. Il sindaco: «Saremo inflessibili»
