GALLARATE – «Qua non si parla più di classi ghetto, ma di vere e proprio scuole ghetto». A dirlo è il sindaco di Gallarate, Andrea Cassani, rendendo noto il dato demografico di una primaria della sua città: su 130 alunni complessivi, 126 sono stranieri.
Gli italiani vanno altrove
Secondo il primo cittadino di Gallarate, non si tratta di una scelta imposta dalla politica, bensì di una conseguenza: «Molte famiglie italiane, pur di evitare contesti dove la lingua italiana è poco parlata, scelgono altre scuole pubbliche o paritarie per i loro figli». Il motivo è secondo lui di tipo didattico: «Non si tratta di colpevolizzare le famiglie italiane che non mandano in queste scuole i propri figli. Non è razzismo, è solamente volontà di garantire un percorso educativo più lineare». Sottolinea infatti che «nelle scuole delle periferie del Nord, dove la presenza degli straniera è più alta, il rendimento complessivo è drasticamente più basso rispetto alla media regionale».
Il caso di Gallarate
A Gallarate la percentuale complessiva di studenti stranieri è già sopra la media media nazionale e regionale. Tra scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, rende noto Cassani, «siamo sopra al 36%», con evidenti sbilanciamenti tra i diversi rioni. Il primo cittadino non fa nomi, ma la scuola con il maggior numero di stranieri è storicamente quella di Cascinetta, mentre in altre realtà, come per esempio quella dei Ronchi, il fenomeno migratorio è meno accentuato e la percentuale si assesta ben sotto alla media cittadina.
Cosa fare?
Il sindaco ricorda che dal 2016 l’amministrazione comunale ha investito risorse per il progetto Nai – Nuovi arrivati in Italia – per affiancare educatori scolastici nelle classi con più stranieri per provare a non rallentare troppo la didattica. «Tuttavia serve un intervento strutturale. L’Italia dovrebbe prendere esempio da altri Paesi europei come Francia e Germania», dove gli alunni stranieri di prima generazione frequentano i percorsi di alfabetizzazione prima dell’inserimento completo nelle classi ordinarie. «Si tratta – conclude – di una proposta già avanzata dal ministro Valditara, condivisa dall’associazione nazionale presidi, che può evitare il ripetersi di casi come quello della nostra scuola primaria».
Le prime immagini della nuova scuola di Cajello e Cascinetta
