NOVARA – Sarà lo spirito del Natale, sarà la forza delle argomentazioni degli avvocati insieme a qualche riflessione sulle reciproche convenienze. Sta di fatto che, dopo due mesi di polemiche, come d’incanto è scoppiata la pace tra Il Teatro Coccia di Novara e la Compagnia dei Legnanesi.
Con un risultato che gli appassionati novaresi della compagnia fondata da Felice Musazzi aspettavano speranzosi: lo spettacolo “I Promossi Sposi” si farà anche a Novara e andrà in scena martedì 15 e mercoledì 16 settembre alle 21 anziché 31 marzo e 1° aprile.
Lo scontro era iniziato a novembre
Tutto era cominciato ai primi di novembre quando la compagnia lombarda, tramite i propri canali social , annunciava che il nuovo spettacolo non sarebbe approdato a Novara. E rispondendo ad una domanda di Malpensa24, aveva precisato che c’erano stati «diversi scambi di mail riguardanti la possibilità di rappresentare in teatro il nostro nuovo spettacolo nella stagione 2026. Dopo diverse mail dove avevamo concordato le date e alcuni aspetti economici loro hanno mandato a noi un contratto che noi non abbiamo firmato perché conteneva diverse clausole su cui noi non eravamo d’accordo».
Quel contratto contestato e non firmato
«In un secondo momento – proseguono i Legnanesi – noi abbiamo mandato a loro un nostro contratto che a loro volta non hanno firmato perché volevano accettate da parte nostra delle condizioni su cui noi non eravamo d’accordo…quindi da questa mancata firma la nostra rinuncia agli spettacoli concordati in trattativa. E da qui, visto che non esiste nessun contratto firmato né da parte nostra né da parte loro, abbiamo richiesto gentilmente al teatro di togliere dal loro sito la nostra immagine e la possibilità di acquistare i biglietti per degli spettacoli che non verranno effettuati».
Nei giorni successivi si erano susseguiti una serie di comunicati incrociati in cui i due contendenti ai rimpallavano le responsabilità, senza però chiarire bene quale fosse l’oggetto del contendere.
Il Coccia: «Abbiamo radicalmente ragione, loro antipatici»
Il 6 novembre, sempre parlando con il nostro giornale, il vicepresidente della Fondazione Coccia, avvocato Mario Monteverde, ribadiva che il Teatro riteneva “di avere radicalmente ragione”. E il 26 novembre intervenendo in audizione alla commissione cultura del Consiglio Comunale di Novara, il presidente della Fondazione Coccia Fabio Ravanelli dichiarava “Questi Legnanesi non li ho mai apprezzati, adesso mi stanno pure cordialmente antipatici”.
Insomma, non proprio scambi di cortesie.
Poi dopo 60 giorni torna il sereno
Non si sa cosa sia accaduto nei giorni successivi. Sta di fatto che ieri, d’improvviso, torna il sereno.
«Siamo felici – commenta in una nota la Fondazione Teatro Coccia – che ogni aspetto sia stato risolto nel migliore dei modi e di poter accogliere nuovamente sul nostro palcoscenico una delle compagnie più amate dal nostro pubblico. Queste settimane di dialogo hanno portato al positivo risultato che tutti auspicavamo».
«Ringraziamo gli spettatori per la loro comprensione e per l’entusiasmo con cui seguono da sempre le attività del teatro. Aver in origine programmato lo spettacolo come evento speciale ci ha consentito di trovare un accordo che non creasse difficoltà né al pubblico né sugli abbonamenti. La Stagione Prospettive avrà quindi una coda nell’autunno che ripartirà con la vivacità e l’ironia tipiche dei Legnanesi”.
Un linguaggio e un atteggiamento ben diversi da quelli utilizzati in precedenza.
Tutto è bene quel che finisce bene. Ma resta il mistero su cosa o chi abbia causato l’incidente che ha rischiato di sottrarre un appuntamento molto atteso dal pubblico novarese.
