LONATE POZZOLO – Continua a far discutere il raduno di circa 500 membri dell’organizzazione filonazista Hammerskin a Lonate Pozzolo, risalente allo scorso 15 novembre ma reso noto soltanto negli ultimi giorni. Per l’Anpi della Provincia di Varese si tratta di «un episodio che ha profondamente scosso la nostra comunità e sollevato gravi preoccupazioni a livello nazionale» in quanto «Questo evento non solo riporta alla luce ideologie pericolose e divisive, ma rappresenta anche una violazione dei valori democratici su cui si fonda il nostro Paese». Anche da Fratelli d’Italia, per voce del segretario cittadino Francesco Carbone, «Condanniamo senza alcuna ambiguità questo tipo di raduni e le ideologie che li ispirano», ma invitano a non cadere in «ipocrisia politica» in merito alle responsabilità dell’accaduto.
Il ruolo della Pro loco
Carbone premette che questi raduni «sono lontani da ogni logica democratica e totalmente estranei al nostro modo di intendere la politica», ma in risposta alla nota di Rifondazione Comunista, sottolinea che «ringraziare pubblicamente a mezzo stampa un consigliere comunale, candidato sindaco, e un consigliere della Pro Loco – entrambi espressione della stessa lista civica – per aver “denunciato” l’accaduto è semplicemente grottesco». E spiega: «La Pro Loco è infatti composta in larga parte da esponenti di quella stessa area politica: in sostanza, si sono ringraziati per aver denunciato un errore maturato all’interno del proprio perimetro, a seguito di una scelta compiuta da un presidente da loro designato. Questa non è assunzione di responsabilità, ma ipocrisia politica. E stupisce che qualcuno, senza conoscere il territorio e le sue dinamiche reali, si presti a legittimare una narrazione così artificiosa. La politica seria si fa affrontando gli errori, non costruendo ringraziamenti di comodo».
Aprire una indagine
Dall’Anpi, per voce della presidente provinciale Ester Maria De Tomasi, ricordano che l’Hammerskin in Germania è ufficialmente considerato fuorilegge e i loro raduni sono severamente vietati. «La nostra provincia, con l’accoglienza di tali individui, rischia di diventare un terreno fertile per ideologie di odio, un fatto inaccettabile nel 2025, anno che segna l’80esimo della Liberazione». Per questo dice che non si può rimanere in silenzio. «È fondamentale che la comunità locale e le autorità si uniscano nel condannare fermamente questo episodio. Chiediamo che venga aperta un’indagine per identificare eventuali complici e responsabili, affinché non venga più permesso a simili eventi di svolgersi nel nostro territorio. Non permetteremo che il fango del passato torni a ricoprire la nostra provincia». L’Anpi rivolge dunque un appello a tutte le forze democratiche, ai cittadini di Lonate Pozzolo e della provincia di Varese, «affinché si uniscano a noi nella denuncia di queste ideologie anacronistiche e per la costruzione di un futuro in cui ogni forma di discriminazione sia definitivamente sconfitta».
«Sono sempre più frequenti i raduni nazifascisti in provincia di Varese»
