NOVARA – Tenere il conto delle battute ironiche che il vescovo di Novara monsignor Franco Giulio Brambilla dispensa parlando della conclusione del suo mandato è ormai una impresa.
Le frequenti ironie sulla fine del mandato
Stando solo alle ultime settimane, monsignor Brambilla ha parlato del suo “pensionamento” almeno tre volte: a metà dicembre, inaugurando il parcheggio sotterraneo realizzato accanto al Duomo il vescovo ha detto che «il Papa mi ha chiesto di rimanere per poter fare questa inaugurazione».
Lo scorso mercoledì, poi, ne ha parlato prima alla festa liturgica di San Giuliano, patrono di Gozzano, e poi alla solenne celebrazione dei “Lumineri” a Cannobio. «Questa sarà molto probabilmente l’ultima volta che partecipo alle festa della Sacra Costa – ha detto intervenendo a Cannobio – perché andrò a fare il vescovo emerito a Sanremo”. E a Gozzano ha aggiunto «sto cercando sistemazione in Liguria per la pensione».
Battute o messaggi in codice?
Solo battute di spirito o messaggi in codice per rivelare la realtà? Se lo sono chiesto in molti nel popolo dei fedeli della diocesi gaudenziana.
In realtà la conclusione del mandato di monsignor Brambilla non è così imminente.
Il vescovo ha compiuto i 75 anni, età che il canone 401 del codice di diritto canonico fissa come tetto massimo, nel mese di giugno del 2024. Come un “motu proprio” del 2018 di papa Bergoglio invita a fare, aveva rimesso il suo mandato nelle mani del Pontefice. Proprio papa Francesco, allora ancora in carica, aveva chiesto a monsignor Brambilla di rimanere al suo posto per altri due anni. Il biennio “aggiuntivo” scade quindi a giugno del 2026.
Questo esclude – salvo reali cause di forza maggiore – che prima di allora ci sia la nomina del successore.
Ma quindi cosa accadrà adesso?
La procedura prevede che al momento in cui il papa accoglie le dimissioni del vescovo che diventano effettive, la Chiesa locale entra nella condizione di “sede vacante”. Ne derivano tre possibilità.
Il primo caso è che venga dato contestualmente l’annuncio della nomina del successore, affidando al pastore dimissionario il mandato di “amministratore apostolico” fino all’arrivo del nuovo vescovo. E’ successo proprio negli ultimi giorni ad Assisi con la nomina di monsignor Felice Accrocca annunciata contestualmente all’accoglimento definitivo delle dimissioni di monsignor Domenico Sorrentino.
Il secondo caso è quello in cui la Santa Sede nomina autonomamente un “amministratore apostolico” esterno.
La terza ipotesi è che il compito venga lasciato al Collegio dei consultori della diocesi, che elegge un “amministratore diocesano”.
Parte a quel punto la procedura per la scelta del successore.
Sceglie il Papa sulla base di una terna della Nunziatura
La nomina, ovviamente spetta al Papa, che per consuetudine sceglie all’interno di una “terna” formulata dal Nunzio apostolico – che nel caso dell’Italia è attualmente l’Arcivescovo Petar Rajič – sentendo i suggerimenti dei vescovi della regione ecclesiastica del Piemonte, a cominciare dal Metropolita, che l’arcivescovo di Vercelli Marco Arnolfo, e del presidente della Conferenza Episcopale Italiana cardinale Matteo Maria Zuppi.
Il Nunzio può anche chiedere “singolarmente e in segreto” il parere di altri, sacerdoti e anche laici “distinti per saggezza”.
Non esiste un termine fissato per la nomina
Ma quanto tempo necessita perché il processo arrivi a conclusione? Non esiste in realtà un termine stabilito. La consuetudine e i casi più recenti dicono che in genere tra la rinuncia e la nomina del nuovo vescovo trascorrano circa 12 mesi.
Un tempo che tende ad abbreviarsi nel caso di vescovi già prorogati. Quello che è stabilito invece in modo perentorio (al can. 418 comma 1 del Codice) è che il vescovo di nuova nomina debba prendere possesso della diocesi entro due mesi.
Il nuovo vescovo difficilmente prima della fine del 2026
Fatte tutte queste considerazioni, con qualche dose di buon senso, e senza cedere ai “gossip” più o meno interessati, si può pensare che il nuovo vescovo di Novara difficilmente arriverà prima della fine del 2026. Da dove arriverà è un altro dilemma sul quale ci sarà modo di esercitarsi.
Intanto, per le “vacanze” in Riviera Ligure il vescovo Franco Giulio dovrà pazientare ancora un po’…..
