LONATE POZZOLO – Alle 11 circa di oggi, mercoledì 14 gennaio, in via Montello a Sant’Antonino, due persone, previa effrazione, si sono introdotti in una villa con lo scopo di commettere un furto. All’interno dell’abitazione era presente il proprietario di casa, Jonathan Rivolta, il quale, udito il rumore, ha sorpreso i delinquenti. L’uomo stava riposando dopo il turno di notte quando si è ritrovato i due ladri davanti. Il malvivente ucciso è Adamo Massa, aveva numerosi precedenti per furti e truffe e viveva nel campo nomadi di via Unione Sovietica a Torino.
Ladro accoltellato

Ne e’ nata una colluttazione: il proprietario ha ricevuto diversi pugni al volto (è stato ricoverato in ospedale a Gallarate e poi dimesso nel primo pomeriggio) mentre uno dei due criminali è stato invece raggiunto da un colpo sferratogli con un coltello da caccia custodito in cucina dal padrone di casa. La colluttazione, durante la quale il padrone di casa ha sbattuto la testa violentemente, è avvenuta tra il soggiorno e la cucina dell’abitazione. A quel punto il malvivente ferito e il proprio complice sono scappati velocemente a bordo di un’auto condotta da un terzo correo, che li attendeva all’esterno.
Abbandonato davanti all’ospedale dai due complici
A seguito della ferita riportata, il malvivente e’ stato quindi lasciato dai suoi compagni davanti all’ospedale di Magenta. Subito soccorso, è deceduto poco dopo. L’attività di indagine per fare chiarezza sull’episodio, coordinata dalla procura della repubblica di Busto Arsizio, è condotta dai militari della compagnia carabinieri di Busto Arsizio e del nucleo investigativo provinciale.
Sfondate le porte del Pronto Soccorso di Magenta
Il ladro colpito a morte è un 37enne italiano di etnia Rom domiciliato in un campo nel Torinese. I famigliari hanno raggiunto l’ospedale di Magenta e stando ai primi riscontri hanno creato non pochi problemi con proteste e un comportamento aggressivo anche nei confronti del personale sanitario fino a sfondare le porte del Pronto Soccorso.
Rivolta sentito dal Pm
Rivolta, dopo la dimissione dall’ospedale di Gallarate, è stato subito sentito dal pubblico ministero di Busto Arsizio Nadia Calcaterra, che coordina le indagini, e dal procuratore capo Carlo Nocerino. In Procura stanno vagliando rilievi e testimonianze. Al momento l’uomo non risulta indagato, dai primi riscontri si sarebbe trattato di un caso pieno di legittima difesa.
La testimonianza del padre di Rivolta VIDEO
Il padre di Rivolta all’arrivo dei giornalisti in via Montello ha invitato i cronisti «ad occuparsi di qualcos’altro, altrimenti io qui vado fuori di testa». L’uomo, mentre si allontanava con un amico diretto al centro anziani di Sant’Antonino ha raccontato quello che è successo, commentando: «E’ assurdo, mio figlio mi ha detto che si è trovato due ladri in casa. Ne ha ferito uno e poi sono scappati. Ora un uomo è in fin di vita (non sapendo ancora dell’avvenuto decesso, ndr) e mio figlio è dal magistrato».
(articolo in aggiornamento)
