Samarate, ecco il cohousing contro la crisi abitativa. Via alla sperimentazione

SAMARATE – Via al progetto di cohousing sociale a Samarate. Così la giunta del sindaco Alessandro Ferrazzi prova a tamponare il «grave problema abitativo, tra condizioni di sfratto o la presenza di persone che non hanno un tetto sulla testa». Lo racconta il vicesindaco Cinzia Castiglioni, con delega ai Servizi Sociali. Si tratta di un piano sperimentale, che porterà «due o tre nuclei familiari» in un appartamento che si trova nel cortile di Villa Montevecchio.

L’appartamento

L’abitazione individuata per avviare questo progetto un tempo era abitata dal maresciallo dei carabinieri. «Sono anni che però è vuota, quindi abbiamo pensato di destinarla a un problema tanto importante», dice Castiglioni. In questa prima fase sperimentale è previsto l’ingresso di «famiglie in difficoltà, ma anche persone sole», dice. Ci sono infatti tre camere a disposizione, una cucina abitabile e un «bel» soggiorno, oltre a due bagni. «Spetterà ai Servizi Sociali valutare le condizioni di chi farà richiesta, in modo da dare la priorità ai più bisognosi». Rispetto a quanto fatto in precedenza, prosegue il vicesindaco, «è stato redatto un regolamento che è già passata in Commissione, con l’obiettivo di inserire i paletti necessari a garantire una convivenza civile fra le persone che saranno nell’appartamento». L’intervento sarà poi supportato da una figura educativa specifica. Oppure dal custode sociale, un progetto che l’amministrazione vorrebbe lanciare nel corso del 2026. Il periodo di permanenza delle famiglie o delle persone «non sarà lunghissimo», precisa Castiglioni. Questo per «garantire un equo ricambio: un periodo di circa 6 mesi, rinnovabile».

Gli ultimi interventi

Si tratta, appunto, di una progettazione sperimentale che avrà complessivamente una durata di due anni. Nel frattempo, «monitoreremo lo gli sviluppi». Ad oggi, l’appartamento richiede qualche intervento di sistemazione. Per questo motivo è stato coinvolto anche l’ufficio tecnico: «Aspettiamo i preventivi per gli interventi che riguardano l’impianto del gas o la luce, per poi mettere mano sugli arredi, di cui si farà carico il Comune». Fattore, quest’ultimo, che incide anche sull’avvio effettivo del progetto. Che, però, «sarà a breve».

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