Crisi abitativa a Samarate, «in un mese 67 richieste di aiuti». Via al piano cohousing

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SAMARATE – L’emergenza abitativa si fa sentire a Samarate. Non appena il Comune ha aperto il bando per elargire contributi, destinati agli affitti, «sono arrivate ben 67 richieste in un solo mese». Lo rende noto il vicesindaco Cinzia Castiglioni, delegata ai Servizi Sociali. Che ieri, 29 gennaio, in Commissione ha illustrato «una traccia» del nuovo progetto di cohousing sociale da sviluppare in città. Si tratta della possibilità di accogliere le famiglie in un alloggio di proprietà comunale («Già individuato») e in questo modo offrire uno spazio – anche temporaneo – a chi sta affrontando momenti di difficoltà.

Il progetto cohousing

«Siamo usciti col bando per dare contributi agli inquilini che hanno un contratto con i privati», spiega Castiglioni (nella foto a sinistra). «E il numero di richieste che è arrivato in così poco tempo, la dice lunga sulle difficoltà che hanno alcune persone a pagare gli affitti». La diretta conseguenza? «Arriva lo sfratto». Insomma, Samarate deve rimboccarsi le maniche e trovare soluzioni. Da qui (anche) il progetto di cohousing: «Una traccia è stata elaborata dall’ufficio dei Servizi Sociali e prevede l’utilizzo di un appartamento di proprietà del Comune in cui verranno inserite famiglie o persone che si trovano in emergenza abitativa», spiega a margine della Commissione. «Il progetto deve essere sviluppato nella sua complessità ma è fondamentale che sia inserita la figura del custode sociale da individuare all’interno di una cooperativa». Si tratta di un operatore che ha il compito di affiancare la famiglie. Infatti, in situazioni di convivenza e con spazi comuni da condividere con altre persone (cucine o bagni) «non è difficile che si creino litigi o tensioni: serve un operatore che gestisca i rapporti e le situazioni in caso necessità».

L’appartamento

L’appartamento c’è e «si trova in centro», anticipa il vicesindaco. «Non è parte del patrimonio Erp, quindi non è necessario affidare gli alloggi soltanto attraverso dei bandi». Nel dettaglio, si tratta di un appartamento da 100 metri quadrati, con camere doppie e bagni: «Una risorsa in più e una priorità per il mio assessorato». A bilancio sono stati già stanziati i fondi, un pacchetto che include non solo il custode sociale ma anche i fondi legati all’emergenza abitativa: circa 40mila euro. Al momento, «l’appartamento si trova in buono stato, andrebbe sistemato da un punti di visto dell’arredo ma ci sono già diverse soluzioni».

L’emergenza abitativa

In base agli ultimi dati in mano ai Servizi Sociali – risalgono allo scorso novembre, «ma la situazione non è cambiata più di tanto» – le famiglie in emergenza abitativa «sono circa 20». Di queste, «già a settembre erano stati eseguiti due sfratti». Uno è un nucleo famigliare con a carico dei minori, l’altra è una persona anziana: «Entrambi hanno trovato collocazione in due alloggi di pronta accoglienza che mette a disposizione il Comune».
Con l’inizio dell’anno, ci sono stati «altri sfratti di famiglie con minori». In un caso, «sono stati ospitati da parenti». L’altro, invece, «si presenterà a fine febbraio: abbiamo lavorato in collaborazione con l’avvocato e con il proprietario e siamo riusciti a ottenere una proroga fino a fine marzo». Ma comunque «offriremo un alloggio di pronta accoglienza che si sta liberando: entro febbraio potrà già essere utilizzato». Nel frattempo, «si stanno presentando altre richieste che affronteremo in modo graduale e tenendo in considerazione le risorse a disposizione».

A Cardano un incontro per progettare il primo cohousing della provincia di Varese

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