Cassano, la Protezione civile diserta la Gioeubia: «Rispetto per Crans-Montana»

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CASSANO MAGNAGO – «Quei ragazzi sono bruciati vivi. È passato troppo poco tempo dalla disgrazia di Crans-Montana, è una forma di rispetto non essere presenti». Il motivo per cui la Protezione civile di Cassano Magnago non ci sarà al rogo della Gioeubia è soprattutto – ma non solo – una questione «etica», dice Alessia Barile, coordinatrice dei volontari. A cui si aggiungono le altre cause, legate a «normative» e certificazioni.

Il ruolo della Prociv

Giovedì sera, 29 gennaio, ci sarà il falò della strega. Come hanno annunciato, attraverso una comunicazione congiunta, gli assessori Alessandro Passuello e Rocco Dabraio, ci sarà la Protezione civile di Dairago perché «i volontari sono certificati per l’antincendio e sono dotati di mezzi idonei per tenere sotto controllo le varie fasi del falò», avevano spiegato.
Fatto che è stato maldigerito da parte della Prociv cittadina. Non solo per la questione «etica», appunto. Ma anche per aspetti più pratici: «Il problema – dice Barile – è che questo tipo di attività (una manifestazione con un rogo, come la Gioeubia, o i fuochi d’artificio a Sant’Anna) non è di competenza della Protezione civile: in casi di emergenza diventa derogabile (come per l’antincendio boschivo, e solo se attivati dalla Provincia di Varese)». Ma per eventi «programmati o programmabili, di questo genere, non è previsto che ci siano i volontari in azione».

Lo sfogo

Centrale anche la questione delle certificazioni richieste. In effetti, spiega Barile, «il mio gruppo non avrebbe potuto fare nulla, al limite avrebbe partecipato per l’assistenza». Però si spinge oltre: «In qualunque caso, non avemmo fatto niente. Le recenti normative sono stringenti: prima molte cose si svolgevano in buona fede, e finché non succede nulla va bene. Ma se dovesse mai accadere qualcosa, poi la responsabilità è in capo al sindaco – visto che siamo un gruppo comunale – e a me, come coordinatrice della squadra». Per questo insiste: «Se da Dairago venissero senza loghi o senza mezzi Prociv, come indipendenti, non ci sarebbero problemi, perché si assumerebbero la responsabilità». Poi affonda: «Quando un’associazione, come noi, fa determinati servizi, le strade sono due: non presenta loghi e niente che possa ricondurre alla Prociv oppure va incontro alla possibilità che scattino sanzioni, perché non si può fare».

I rapporti col Comune

In passato ci sono già stati attriti tra la Prociv cassanese e il Comune. Ad oggi, però, «col sindaco (Pietro Ottaviani, ndr) riusciamo a parlare in maniera civile, senza problemi e con un buon rapporto». Ma aggiunge: «Il problema, a questo punto, è con l’assessore di competenza che ha organizzato l’evento», dice facendo riferimento a Passuello. «Avrebbe potuto chiederci qualcosa, ne avremmo discusso e magari saremmo arrivati ad altre soluzioni e suggerimenti».

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