Camping Sette Laghi, Bernasconi: «Del tutto estraneo alle contestazioni»

AZZATE – Una precisazione è necessaria sulla posizione di Gianmario Bernasconi, ex sindaco di Azzate, nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Milano sul caso dell’ex Camping Sette Laghi. Il filone principale dell’indagine, relativo allo smaltimento illecito di rifiuti, non lo riguarda. All’ex primo cittadino vengono contestate ipotesi di reato diverse, con una posizione distinta rispetto al nucleo centrale dell’inchiesta.

Estraneo alla vicenda

Bernasconi, assistito dall’avvocato Marco Mainetti, respinge tutte le accuse e si dichiara «del tutto estraneo alle contestazioni». La notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, contestuale a quella dell’avviso di garanzia, è stata per lui «un fulmine a ciel sereno, inatteso e del tutto inaspettato». La vicenda contestata trae origine da un provvedimento adottato dal Comune nel 2011, dunque a un periodo precedente al suo primo mandato da sindaco, iniziato nel 2013 e conclusosi nel 2023. La gestione delle conseguenze dell’abuso edilizio realizzato nell’area del camping è invece ricaduta sulle amministrazioni guidate da Bernasconi nel corso dei due successivi mandati. «Con un enorme dispendio di energie».

L’ordinanza di demolizione e ripristino

L’attività del Comune, secondo la ricostruzione dell’ex sindaco, si è concentrata sull’attuazione dell’ordinanza di demolizione dei fabbricati abusivi e ripristino dei luoghi, adottata da una precedente amministrazione nel 2011, e sulla verifica del rispetto delle prescrizioni, «entro i limiti dati ad un’amministrazione comunale». La società privata proprietaria dell’area, successivamente fallita, aveva incaricato una azienda di procedere alle demolizioni dei fabbricati che residuavano alla data del 2018/2019. Tuttavia l’impresa incaricata aveva, a inizio 2022, completato la demolizione dei fabbricati, senza procedere al ripristino dell’area, lasciando sul terreno le macerie delle ultime casette abusive oggetto di demolizione. Il Comune, dopo aver operato alcuni sopralluoghi, tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, emise una nuova ordinanza, intimando la rimozione delle macerie e dei reliquati edilizi, e la completa rimessione in pristino del sito per quanto non ancora praticato. Riferisce Bernasconi: «ci accorgemmo anche che sull’area erano stati lasciati rifiuti particolari quali eternit e lana di roccia che andavano assolutamente smaltiti con tutti gli accorgimenti del caso».

Provvedimenti tempestivi

A Bernasconi viene contestata, nell’ambito dell’indagine, una presunta carenza di tempestività nell’adozione dei provvedimenti di acquisizione dell’area al patrimonio comunale. Una ricostruzione che l’ex sindaco contesta: «i provvedimenti adottati dal Comune, impugnati dalle parti private, hanno superato il giudizio di legittimità del Tribunale Amministrativo Regionale, che ne ha confermato la piena legittimità del relativo impianto». La gestione degli incarichi per le demolizioni e lo smaltimento dei materiali è sempre rimasta in capo a soggetti privati: dalla società proprietaria dell’area, alle imprese incaricate dell’esecuzione dei lavori. «Dopo la sentenza di fallimento della Società Sette Laghi- aggiunge l’avvocato Mainetti – tutti i rapporti con le imprese incaricate della demolizione e smaltimento venivano gestiti nell’ambito della procedura fallimentare senza alcun coinvolgimento del Comune nella attribuzione di appalti o incarichi».

Coinvolgimento evanescente

Quanto alle contestazioni rivolte all’ex amministratore, Mainetti osserva: «Mi si permetta di dire che il coinvolgimento degli amministratori pubblici mi pare davvero evanescente». Ora, dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, le parti hanno venti giorni per presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogate. «Il fascicolo d’indagine è estremamente corposo – spiega Mainetti – Prima di depositare una memoria difensiva tutti agli atti dovranno essere vagliati con estrema attenzione. E il tempo a disposizione è molto ristretto». Se la Dda dovesse chiedere il rinvio a giudizio, la difesa si confronterà con il vaglio dell’udienza preliminare.

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