Ex camping Azzate, 13 indagati. E’ il prequel dell’inchiesta Equalized

AZZATE – Nasce dall’indagine sul presunto smaltimento illecito di rifiuti nell’ex camping Sette Laghi di Azzate, il filone investigativo che ha portato alla scoperta del sistema di dossieraggio illegale riconducibile alla società Equalize. La Direzione distrettuale antimafia di Milano ha chiuso le indagini sulla vicenda ambientale, notificando l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 13 indagati, tra persone fisiche e società.

La discarica abusiva

Al centro dell’inchiesta ci sono le operazioni di demolizione e smantellamento delle circa 400 casette e roulotte abusivepresenti nell’area, effettuate nel 2021. Secondo l’ipotesi accusatoria, durante quei lavori sarebbero stati gestiti e smaltiti illecitamente circa 20mila metri cubi di rifiuti speciali, anche pericolosi, tra cui materiali contenenti amianto. I materiali sarebbero stati interrati, dando origine a una discarica abusiva estesa su un’area di circa cinque ettari, a ridosso del Lago di Varese.

Le contestazioni

Tra gli indagati figurano l’ex sindaco di Azzate Gianmario Bernasconi e Rino Portogallo, all’epoca comandante della polizia locale nell’ambito della gestione associata tra Azzate, Bodio Lomnago e Brunello. A Bernasconi vengono contestati, secondo le ipotesi investigative, il falso ideologico e l’omissione di atti d’ufficio, in relazione alle condotte e agli adempimenti che, nella sua veste di pubblico ufficiale e responsabile dell’amministrazione comunale, avrebbe dovuto porre in essere rispetto alla situazione dell’area e alle attività di smaltimento. Le contestazioni si inseriscono nel più ampio quadro investigativo relativo alla presunta realizzazione della discarica abusiva e allo smaltimento illecito dei rifiuti. Tra gli altri indagati figurano l’imprenditore Ivano Panzeri e professionisti e responsabili delle società coinvolte nelle operazioni di demolizione, movimentazione e trasporto dei materiali.

Dall’inchiesta ambientale a Equalize

L’indagine, coordinata dai pm milanesi Francesco De Tommasi ed Eugenio Fusco, con il coinvolgimento della Direzione nazionale antimafia, rappresenta il cosiddetto prequel dell’inchiesta Equalize. Proprio seguendo i soggetti coinvolti nella vicenda ambientale, gli investigatori avrebbero intercettato un incontro in un bar di piazza Fontana, a Milano. Da quell’attività investigativa sarebbero emersi contatti e conversazioni che hanno successivamente indirizzato gli accertamenti verso Carmine Gallo e Samuele Calamucci e la rete di accessi abusivi alle banche dati e raccolta illecita di informazioni riservate.

Il filone del dossieraggio

Da lì ha preso forma il più ampio filone Equalize, relativo al presunto mercato clandestino di dossier e all’acquisizione illecita di dati da archivi informatici pubblici e privati.

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