BUSTO ARSIZIO – Le buche “killer” nelle strade, la luce dell’illuminazione pubblica, ma anche le Olimpiadi invernali, la povertà, la violenza sulle donne e le tradizioni da conservare e quelle sulla tavola. Tutte le Giöbie del 2026 vanno in scena in piazza Santa Maria, e alcune sono pungenti, in attesa del grande falò di questa sera, 29 gennaio, nel parcheggio di via Einaudi. Ma la festa è soprattutto dei bambini, in piazza con le scuole, che hanno potuto esprimere i loro desideri grazie all’originale Giöbia dotata di “tunnel” della Famiglia Sinaghina.
Le Giöbie in piazza
Se le Giöbie della politica finiscono per dare in gran parte ragione all’appello della consigliera del PD Cinzia Berutti ad evitare la satira politica (quella della Lega Giovani non rinuncia, ma fa ironia sulle proprie stesse esponenti, mentre quella di Gioventù Nazionale si sofferma volutamente su un tema “senza colore politico” come la violenza sulle donne), sono la Famiglia Bustocca e il Comitato Commercianti Centro Cittadino a tirare bordate al “Palazzo”. La Giöbia della Bustocca ha la gamba ingessata perché è inciampata in una buca, mentre quella dei negozianti del “Salotto” è affiancata da un lampione e dall’auspicio “Finalmente più luce in città” che in realtà è una frecciatina sul tema del buio per le strade che è una preoccupazione, e una critica, diffusa nella categoria.
I desideri dei bambini
La più gettonata è la maxi-Giöbia della Famiglia Sinaghina, che non sorride e che è dedicata alle tradizioni cittadine da salvaguardare – i “végi tradizión” come carnevale, insalata e ciapi, muusi e cupeti, festa dell’uva, ecc. – e ispirata a quegli alberi di Natale illuminati che si attraversano (lo avevano installato negli anni scorsi a Legnano): sotto il “tunnel” i bambini possono sbizzarrirsi a scrivere i loro desideri in vista del falò. Il risultato è curioso. Si va da messaggi serissimi, come “Vorrei che i miei genitori non litigassero più” ad altri più leggeri, come “Basta perdere Fiorentina“, fino ai numerosi appelli contro la guerra e per la pace, ma anche ad un beneaugurante “Forza Pro Patria” vergato da un ospite un po’ grandicello come il consigliere Orazio Tallarida e all’augurio di “pace e serenità per i miei cittadini” del sindaco Emanuele Antonelli. I teli con le scritte dei bambini verranno “tolti prima del falò per poterli conservare”, come spiegato dal presidente Simone Colombo.
Le altre Giöbie
Poi c’è la Giöbia del Magistero dei Bruscitti che mette in tavola la cucina italiana patrimonio dell’Unesco, con i piatti tipici bustocchi: un vero risotto e luganiga assieme ad una polenta (vera) e bruscitti (finti). Quella del Cab-Centro Artecultura Bustese è un pittore che “arde di passione” e per ultime arrivano in piazza quelle delle scuole che hanno partecipato al concorso: c’è una Giöbia che brucia la povertà e un’altra che scansa le sofferenze e le guerre come uno slalomista sugli sci, in omaggio alle Olimpiadi invernali che stanno per cominciare.
Tutti i falò in città
Appuntamento alle 19 in via Einaudi per il grande falò. Con la novità delle restrizioni all’accesso all’area delle Giöbie da bruciare, imposte dalle autorità di pubblica sicurezza a seguito della tragedia di Crans Montana. Tutti dovranno stare rigorosamente dietro alle transenne, inclusi gli operatori dell’informazione, ad eccezione soltanto del sindaco e degli amministratori che daranno fuoco ai fantocci con le torce, come vuole la tradizione. Ma saranno numerosissimi in città i falò autorizzati dal Comune, ma anche quelli privati. Come d’abitudine, ad inaugurare la giornata delle fiamme al cielo che scacciano i mali dell’invetno è stato l’Istituto La Provvidenza, che brucia la Giöbia in cortile per festeggiare con gli anziani ospiti.


“Tre Moschettier*” e una sedia: la Giöbia dei Giovani della Lega di Busto guarda al 2027



