Referendum Giustizia, Forza Italia spinge per il Sì: «FdI e Lega troppo tiepidi»

VARESE – “Occhio Giorgia”. «Se si perde il referendum chi rischia politicamente è proprio la premier. E questo governo rischia di chiudere la legislatura senza aver condotto a termine nessuna delle riforme annunciate in campagna elettorale». Questo il messaggio politico forte che Serafino Generoso mette sul tavolo dopo aver iniziato il suo intervento in maniera soft.

L’avvocato Serafino Generoso, forzista, ex democristiano e assessore regionale agli Appalti pubblici con Bruno Tabacci presidente, ha aperto la serie degli interventi dei relatori, mettendo sale politico sulla questione del referendum Giustizia. Tema al centro della serata – oggi, venerdì 13 febbraio – per il Sì, organizzata dalla segreteria regionale di Azzurro donna, con il supporto di Forza Italia, in una sala congressi del Palace con tanta gente. Gente di partito, certo, però tanta.

Occhio Giorgia!

«Dobbiamo vincere – ha detto Serafino Generoso – perché in caso di sconfitta, questo questo governo rischia di chiudere la legislatura senza aver realizzato nessuna delle riforme promesse agli italiani. Ovvero, se vince il No, il Governo Meloni avrà fallito sulle riforme della Giustizia, dell’Autonomia differenziata e del Premierato. E chi rischia in caso di sconfitta è anche la premier Giorgia Meloni. E le responsabilità non saranno solo di Forza Italia, che sta lavorando e deve ancor di più spingere per il Sì, ma anche di Fratelli d’Italia e della Lega. Gli alleati li vedo molto tiepidi. Dico solo una cosa, a oggi la forbice percentuale tra i Sì e i No si è molto ridotta e considerando che molti cittadini non andranno a votare, il rischio di perdere è concreto. Quindi da qui al voto dobbiamo lavorare pancia a terra come siamo capaci».

Sala piena

L’appuntamento referendario è stato organizzato per rafforzare le ragioni del Sì con il supporto tecnico degli avvocati. Al tavolo dei relatori c’erano Tiberio Massironi, presidente della Camera penale di Busto; Elisabetta Bertani, presidente della Camera Penale di Varese; Andrea Del Corno, responsabile del dipartimento regionale Giustizia; Samuele Genoni dell’Ucpi.

Presenti i vertici locali del partito: il vice segretario regionale Giuseppe Taldone, il segretario provinciale Simone Longhini, il cittadino Salvatore Leggio; il consigliere regionale Giuseppe Licata, il responsabile degli Enti locali Rosario Tramontana, il vicepresidente della Provincia Giacomo Iametti e la referente provinciale di Azzurro Donna Belinda Simeoni e il forzista Marco Reguzzoni. A fare gli onori di casa e tra coloro che hanno voluto e promosso il confronto c’era Rosa Tagliani, della segretaria regionale di Azzurro Donna.

Vogliamo una giustizia giusta

In collegamento telefonico, in apertura di serata, è intervenuta Catia Polidori, senatrice e coordinatrice nazionale di Azzurro Donna: «Come ha sempre detto il nostro presidente Silvio Berlusconi, noi vogliamo dare ai cittadini una giustizia giusta. E vogliamo garantire che la magistratura continuerà a essere un organo indipendente dallo politica. Vogliamo però garantire l’imparzialità dei giudici. Ma anche ridurre i risarcimenti che lo Stato paga per i risarcimenti di coloro che alla fine di un processo sono risultati assolti e innocenti. Senza contare chi il risarcimento non l’ha mai chiesto. E chi ha sbagliato nel giudicare ha mai pagato? Pochissimi. Ecco, su quasi 6 mila condanne per errore giudiziario, in meno di dieci casi si è arrivati a individuare colui che ha commesso lo sbaglio». Mentre in presenza c’era Maria Elena Invernizzi, coordinatrice regionale di Azzurro Donna: «Molti italiani non hanno più fiducia nella giustizia. Per questo è importante questa riforma e questo passaggio referendario. Troppe sono state le vittime di mala giustizia».

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