VARESE – Omicidio di Rachid Nachad, è scontro sulle parti civili. Il Gup del tribunale di Varese Marcello Buffa si è riservato oggi, giovedì 19 febbraio, sull’ammissione delle otto parti civili, tra fratelli e sorelle della vittima, nel procedimento che vede a processo un carabiniere (oggi fuori dall’Arma) in servizio alla compagnia di Luino all’epoca del fatto con l’accusa di omicidio volontario e un secondo militare accusato di falso e favoreggiamento. Quest’ultimo, non presente alla sparatoria nei boschi di Castelveccana dove venne ucciso il 10 febbraio 2023 il 34enne di origine marocchina per l’accusa avrebbe spostato alcuni bossoli dalla scena e ritardato la comunicazione dell’accaduto alla procura varesina al fine di favorire il collega che aveva sparato a Nachad.
La difesa
«Manca tutta una documentazione dovuta per legge – spiegano gli avvocati Luca Marsico, Lucio Lucia e Domenico Franchini, difensori dei due imputati – che attesti chi siano con certezza le persone che chiedono di essere ammesse quali parti civili e, quindi, se ne abbiano diritto».
La parte civile
Per contro Marco Romagnoli, legale dei famigliari della vittima sottolinea come «Abbiamo prodotto documentazioni ed argomentazioni che crediamo il giudice condividerà, anche perché i famigliari di Nachad, barbaramente ucciso, sono stati identificati da un pubblico ufficiale. La verità è con non vogliono pagare i danni per le proprie responsabilità. A Nachad, lo sottolineo, hanno sparato alle spalle». Secondo quanto ricostruito il militare avrebbe esploso i colpi d’arma da fuoco durante un servizio antidroga nei boschi di Castelveccana teatro di spaccio, dichiarando poi di aver sparato perché il 34enne estrasse una pistola. Fatto smentito dagli accertamenti, sul corpo di Nachad non furono trovate tracce di polvere da sparo né tanto meno furono trovate armi addosso all’uomo o nelle vicinanze della sparatoria.
Decisione ad aprile
Entrambi gli imputati hanno chiesto di essere ammessi al rito abbreviato – che garantisce lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna – subordinato, nel caso dell’ex militare accusato di omicidio all’audizione del proprio perito balistico, nel caso del collega accusato di favoreggiamento alla testimonianza degli altri militari presenti sulla scena nell’immediatezza del fatto. Il Gup su questo come sul punto dell’ammissione delle parti civili deciderà nel corso dell’udienza fissata al 13 aprile.
