Casini riempie il salone del Palace di Varese con gli amici storici dell’Udc

Campiotti, Morello, Casini, Libè e Maffioli

VARESE – Sarà anche vero che l’Udc è rinata sabato scorso al Volo a Vela con l’arrivo di Lorenzo Cesa, ma il cuore scudo crociato questa sera, lunedì 23 febbraio, batte al Palace Hotel. Sono quasi 200 le persone, capitanate dal gruppo storico dell’Udc di Varese e Provincia, che sono arrivate in cima al colle Campigli per accogliere, salutare e ascoltare Pier Ferdinando Casini.

Una cena tra amici

Lo diciamo subito: l’arrivo in città di Casini non ha alcun legame politico con quanto accaduto qualche giorno fa. Casini, infatti, da tempo è lontano dall’Udc, partito che lui stesso ha contribuito a fondare. Così lontano che ammette di non sapere nulla né della rinascita in terra varesina, né di come si stia muovendo Lorenzo Cesa.

A Varese è arrivato dopo aver accettato l’invito degli amici storici di partito. L’occasione è stata quella di presentare il suo libro, “Al centro dell’Aula. Dalla Prima Repubblica a oggi“. Ad accogliere il senatore c’erano: Christian Campiotti, Mauro Morello, Ennio Imperatore, il sindaco di Casale Litta (ed ex senatore) Graziano Maffioli, il sindaco di Cislago Stefano Calegari, i democristiani solbiatesi (che sono stati sindaci) Antonello Colombo e Peppino Bianchi; componenti di quella che un tempo era la Lega civica Simone Fraietta e Simone Malnati; i vertici provinciali dell’Udc: da Lonate Pozzolo Mario Volonté e da Somma Lombardo Luigi Mancini. Da Olgiate Olona c’erano Alberto Pisoni e Luciano Barbaglia; da Gallarate Luigi Patrini. Totale: salone del Palace pieno, che accoglie il leader democristiano con un caloroso applauso.

L’intervista

Pier Ferdinando Casini è arrivato al Palace di Varese dopo un’incontro a Milano. Oltre agli Udc storici, a salutare il senatore c’era anche il sindaco Davide Galimberti, il quale si è intrattenuto per qualche minuto a parlare della città e della situazione politica.

Poi Casini ha concesso qualche minuto a Malpensa24: ha detto di non essere a conoscenza delle ultime manovre varesine del suo (ex) partito e, in maniera scaramantica, ha glissato sulla sua possibile “corsa” al Quirinale: «Mi sembra che in questo momento il posto non sia vacante”. E poi ha parlato della politica, quella di un tempo e quella di oggi. «Che è cambiata – ha detto poi intervistato dal direttore di Radio Missione Francescana Antonio Franzi – I giovani di oggi sono migliori di quelli di un tempo. Forse sono un po’ disorientati dalla mancanza di punti di riferimento. Oggi vedere anche qui a Varese tanti giovani (e in sala erano davvero presenti) è un buon motivo per essere contenti e fiduciosi».

È un Casini a ruota libera. Il senatore parla della Prima Repubblica, della Democrazia Cristiana, della caduta del Muro di Berlino e non disdegna il presente. «Secondo voi la Meloni è contenta di avere come interlocutore Trump, uomo più affine alle sue idee ma ostico, o avrebbe preferito un presidente americano democratico e più accondiscendente con l’Europa?», chiede rivolgendosi alla platea. E sull’Ucraina: «Per noi è fondamentale. E Putin non è vero che sta vincendo la guerra. L’unica battaglia che ha vinto è quella della disinformazione. Non ha nemmeno conquistato tutto il Donbas in questi anni di guerra».

Quanti Udc?

Se si sta a guardare quanto accaduto da sabato a oggi a Varese, bisognerebbe rispondere che esistono due Udc: quello rinato al Volo a Vela con la benedizione di Cesa; e quello che questa sera si è ritrovato al Palace Hotel ad ascoltare Casini (che non è più iscritto al partito da anni). Il primo composto da un gruppo (quanto grande? Boh!) che deve ancora trovare l’amalgama (come  il Catania del mitico presidente Angelo Massimo) e il secondo – quello del Palace – che non ha più tessera di partito in tasca. La verità, ed è quella emersa in cima al colle Campigli, è che l’Udc forse non c’è più e l’unica cosa certa è che esistono ancora i democristiani. Casini docet.

casini varese udc – MALPENSA24
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