Somma al voto, spunta Consonni col sostegno dell’Udc. Iametti ancora in gioco

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SOMMA LOMBARDO – Sembrava a un passo l’ufficialità di Piero Cesare Iametti come candidato sindaco del centrodestra a Somma Lombardo. Ma la presenza di Alberto Barcaro in coalizione – inaccettabile per i vertici della Lega che lo espulsero dal partito nel 2023 – ha fatto saltare il banco proprio nel giorno in cui doveva arrivare la ratifica delle segreterie provinciali. E ora spunta un nome nuovo: il presidente del circolo di Fratelli d’Italia, Daniele Consonni. 

Il nuovo dualismo 

Giovedì, dicono i beninformati, potrebbe essere il giorno giusto (l’ennesimo) per l’annuncio ufficiale. I nomi sul tavolo restano ancora due, ma una carta è cambiata. Oltre all’avvocato di Lombardia Ideale, che continua ad avere il sostegno di Forza Italia e il beneplacito della Lega, ora c’è Consonni. Il suo nome era già stato fatto alcuni giorni fa a livelli provinciali, quando venne preso atto che il centrodestra sommese non avrebbe confluito in modo unitario sulla capogruppo di FdI Manuela Scidurlo, ed ora è stato calato ufficialmente anche in città. Fuori dal suo partito di appartenenza, il principale sponsor è l’Udc. Dopo aver portato avanti per mesi il nome di Iametti, nella riunione di venerdì scorso i centristi a sorpresa hanno cominciato a mettere in dubbio il nome dell’avvocato annunciando che Consonni sarebbe disponibile a superare gli antichi rancori per diventare l’uomo giusto in grado di ricompattare il centrodestra. L’impressione è che i Fratelli – legittimati in modo alquanto ingenuo dai loro stessi alleati a fare leva sulla riunione “carbonara” di quattro giorni fa come pretesto per spaccare o quantomeno per alzare il tiro – stiano utilizzando l’Udc come ariete per capire fino a che punto può resistere chi ha osteggiato la loro prima proposta. Il loro ragionamento è chiaro: «Non avete voluto Manuela Scidurlo? E noi non vogliamo Iametti». Chi può dire loro di no? 

L’attendismo di Iametti 

Fratelli d’Italia, insomma, sta giocando la partita con strategia politica e non ha affatto perso l’ambizione di presentare un proprio uomo alla guida della coalizione. Iametti, da settimane, ha utilizzato invece la tecnica dell’attendismo. Una scelta che è parsa funzionare fino al giorno del mancato annuncio, ma che invece ora sta diventando controproducente. In città, ma anche ai livelli superiori, si aspettano che batta un colpo, che dissipi i dubbi, che cominci a fare scelte chiare e nette. Fratelli d’Italia, per esempio, sempre attraverso gli emissari centristi avrebbe già fatto sapere di essere pronta a scaricare Alberto Barcaro, un messaggio che il Carroccio si sarebbe già aspettato giorni fa da Iametti, che oltretutto otterrebbe persino anche il consenso del “Patto per il Nord” di Alberto Nervo. Ma per i salviniani, tutto ciò che sa di ex leghismo non può stare in coalizione. E vorrebbero sentirlo dire forte e chiaro da chi si candida a guidare lo schieramento. Un vero leader, del resto, lo si misura da subito, a partire dalla capacità di fare scelte divisive e talvolta anche impopolari. Per Iametti, insomma, il tempo dell’attesa è finito. Le prossime ore sono quelle decisive. 

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