L’Asst di Busto apre le porte della “guardia medica”: «Entrano tutti». FI canta vittoria

BUSTO ARSIZIO – «Abbiamo dato indicazione alle nostre Continuità Assistenziali che chiunque arriva devono fare entrare tutti». A rivelarlo è il direttore sociosanitario di ASST Valle Olona John Tremamondo, al termine di un’audizione in commissione servizi sociali-sanità convocata proprio a partire dal problema delle “porte chiuse” all’ex guardia medica di viale Stelvio per chi non passa dal contatto telefonico con il call center, segnalato dal capogruppo di Forza Italia Marco Lanza. «Il call center è attivo solo per la Continuità Assistenziale nelle ore notturne e nei giorni festivi e prefestivi e non per l’accesso alla Casa di Comunità» ha chiarito Tremamondo.

La “miccia”

Il caso era scaturito dalla segnalazione di una donna che, colpita da “un mancamento”, aveva suonato il campanello della Continuità Assistenziale (la ex “guardia medica”) nella Casa di Comunità Hub di viale Stelvio per farsi visitare, ma era stata “rimbalzata” sentendosi rispondere che avrebbe dovuto prima passare dal call center 116117. Da quella vicenda, denunciata dallo stesso Lanza, era nata l’idea di sollecitare un’audizione con i vertici di ASST Valle Olona e della sanità regionale per chiarire la regolamentazione dell’accesso ai servizi territoriali delle Casa di Comunità.

Le Case di Comunità

Si sono presentati tutti: la Dg dell’Asst di Busto Arsizio Daniela Bianchi con il direttore sociosanitario John Tremamondo ma persino il direttore generale Welfare di Regione Lombardia Mario Melazzini. Per illustrare stato di avanzamento, funzioni, numeri, finalità e prospettive delle Case di Comunità. «Non sono poliambulatori» ricordano Bianchi e Melazzini a proposito delle strutture che rappresentano il fulcro della “rivoluzione” della medicina territoriale. Nel distretto di Busto Arsizio sono quattro, di cui tre già aperte (con viale Stelvio Hub interdistrettuale e piazza Plebiscito completata entro marzo) e la quarta (Castellanza) da completare entro fine aprile, e hanno già preso in carico 1584 pazienti cronici e fragili.

Continuità Assistenziale: la svolta

Un dibattito intenso che è girato attorno al caso scatenante fino alla rivelazione in extremis del DSS Tremamondo sul servizio dell’ex “guardia medica”: «L’accesso avviene principalmente tramite il contatto telefonico con la sede territoriale o attraverso il numero europeo 116117 e serve per attivare l’intervento del medico di Continuità Assistenziale. Il quale, o effettua la televisita o manda il medico a casa o dirotta il paziente nella sede di Continuità più vicina. Ma abbiamo dato indicazioni specifiche a tutte le nostre Continuità Assistenziali che chiunque arriva devono far entrare tutti».

Tavolo di confronto? No, o forse sì

«Per noi questa promessa è una vittoria politica» sostiene Marco Lanza, che aveva sollevato il problema della «distanza tra la percezione dei cittadini e la situazione dei servizi della medicina territoriale», tra «lunghe liste d’attesa e intasamento dei Pronto Soccorso». Chiedendo esplicitamente «una modalità di accesso diretto» alla Continuità Assistenziale. Lo stesso Lanza aveva sollecitato anche l’opportunità di istituire «un tavolo di confronto» sulla sanità territoriale. Bocciato di primo acchito dallo stesso sindaco Emanuele Antonelli: «Creerebbe solo ulteriore confusione e inutili perdite di tempo». Ma poi “ripescato” quando il capogruppo del PD Maurizio Maggioni ha corretto il tiro invocando «un confronto periodico con gli amministratori di ASST» in commissione per tenere sotto controllo l’evolversi dei servizi della medicina territoriale. Con il plauso del sindaco: «Così sì, queste commissioni sono utilissime e se non disturbiamo ne faremo altre». E Lanza chiarisce: «Chiamiamola cabina di monitoraggio, ma questa commissione può essere l’inizio di un percorso di audizioni».

Ospedale di Busto, il Bizzozzero resta ad Asst. Sarà anche convitto per infermieri

busto arsizio guardia medica – MALPENSA24
Visited 1.406 times, 1 visit(s) today