NOVARA – Il caso degli spogliatoi del campo da baseball e softball di via Spreafico, oltre che diventare sempre più il terreno per una battaglia politica che attraversa anche al proprio interno la maggioranza di centrodestra, è senza dubbio l’emblematica rappresentazione di una gestione inaccettabile da parte dell’ufficio sport. E’ uno dei tanti esiti infausti di una conduzione che – almeno durante i mesi del cosiddetto “buco nero” tra l’estate e l’autunno del 2024 – è stata a dir poco disastrosa.
Il capogruppo del Pd Fonzo “racconta” la perizia Tricarico
A sollevare il velo su tutti i dettagli di quest’ultimo enorme pasticcio, è stato il capogruppo del Partito Democratico, Nicola Fonzo, che durante la commissione sport di ieri, giovedì 12 marzo – ha reso pubblici i dettagli di una perizia tecnica destinata a far discutere a lungo.
Il documento, firmato dall’ingegner Alberto Tricarico e consegnato lo scorso 31 dicembre, descrive una situazione di profondo degrado e mancati adempimenti che pesano come un macigno e che chiamano in causa rilevanti profili di responsabilità.
Nessun tecnico comunale si è reso disponibile
L’incarico per la perizia è costato al Comune oltre quattromila euro ed è stato affidato a un professionista esterno poiché, stando a quanto emerso, nessun tecnico interno all’amministrazione si sarebbe sentito di mettere la firma su un cantiere così controverso.
Il risultato è un dossier di settantotto pagine, corredato da quaranta fotografie, che elenca una serie infinita di vizi, difetti e opere mai realizzate.
Una serie di mancanze clamorose
Tra le mancanze più clamorose spicca l’assenza del nuovo impianto luci a led ad alto rendimento, che era stato previsto per garantire bassi consumi, oltre alla mancata realizzazione di elementi strutturali come la tribunetta per il softball, la recinzione definitiva e le pavimentazioni esterne.
Un quadro di insicurezza diffusa
I dettagli tecnici rivelati da Fonzo dipingono un quadro di insicurezza diffusa. La centrale termica, ad esempio, non risulterebbe a norma rispetto alle attuali disposizioni antincendio, rendendo di fatto impossibile l’installazione di impianti di potenza adeguata.
Non va meglio all’interno degli spogliatoi, dove la pavimentazione in PVC è stata posata in modo talmente approssimativo da presentare bolle e bordi sollevati che costituiscono un serio pericolo di inciampo per gli atleti. Mancano inoltre i piatti doccia inizialmente previsti dal progetto, sostituiti da una pavimentazione in resina con pendenze errate che causano costanti allagamenti dei locali.
Infiltrazioni e fili elettrici nelle docce
L’elenco dei difetti prosegue con infiltrazioni d’acqua diffuse in caso di pioggia, caldaie prive di etichettatura e scarichi non a norma, tubazioni prive di isolamento e persino canaline elettriche posizionate in modo discontinuo nell’area docce, rappresentando una potenziale fonte di rischio elettrico.
A tutto questo si aggiunge la totale assenza della documentazione obbligatoria, dai collaudi statici dei prefabbricati ai libretti delle caldaie, fino alle certificazioni di conformità di tutti gli impianti realizzati.
Un “capolavoro” da 80.000 euro
Il conto economico di questo “capolavoro” di inefficienza è altrettanto pesante. Sommando le varie pendenze e i lavori contestati alle ditte coinvolte, si arriva a una cifra complessiva di oltre ottantamila euro.
Secondo il capogruppo del Pd, non solo l’amministrazione non dovrebbe procedere con i pagamenti residui – cosa che, come ha riferito la segretaria generale Pierluisa Vimercati è già stata decisa – ma dovrebbe attivarsi immediatamente per ottenere la restituzione di quanto già versato per opere che, nei fatti, non hanno portato alcuna utilità alla collettività.
Tricarico: «Servono altri approfondimenti»
La perizia di Tricarico viene definita dallo stesso autore come incompleta per mancanza di tempo, lasciando intendere che ulteriori approfondimenti potrebbero far emergere altri pesanti capitoli di questa vicenda.
