Spifferi (e bufere) sulla serata con Andrea Delmastro venerdì a Novara

Novara Delmastro polemica mafia
La doppia locandina per l'evento di venerdì

NOVARA – Tutto confermato. Nonostante la bufera che ieri, 18 marzo, ha travolto il sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro, al quartier generale di Fratelli d’Italia a Novara non hanno dubbi: «la serata con il sottosegretario a chiusura della campagna per il “si”, in programma venerdì pomeriggio, si farà» dice a Malpensa24 il segretario cittadino Daniele Andretta.

Le rivelazioni del “Fatto Quotidiano”

La vicenda che ha tenuto banco nei tg, sui giornali e sul web si è scatenata dopo le rivelazioni emerse da un’inchiesta pubblicata da “Il Fatto Quotidiano”. Al centro dell’attenzione un presunto intreccio tra esponenti biellesi di Fratelli d’Italia e ambienti riconducibili alla mafia romana.

Secondo quanto riportato dall’articolo del Fatto, Andrea Delmastro sarebbe stato, per oltre un anno, socio al 25% di una srl proprietaria di un ristorante nella capitale. La stessa società risultava partecipata al 50% da Miriam Caroccia, figlia dell’imprenditore Mauro Caroccia, condannato in via definitiva per reati di stampo mafioso.

Coinvolti anche altri esponenti biellesi di Fdi

Al momento della costituzione della società, la giovane aveva appena 18 anni. La compagine societaria, come riporta l’articolo, includeva anche altri nomi legati al partito di Fratelli d’Italia, in particolare nel biellese, terra d’origine del sottosegretario.

Tra questi, con una quota del 5% ciascuno, figurano Cristiano Franceschini, segretario provinciale di FdI a Biella, Elena Chiorino, vicepresidente della Regione Piemonte, e Davide Zappalà, consigliere regionale.

La versione di Delmastro

Il sottosegretario ha immediatamente fornito alle agenzie la sua versione dei fatti. «La mia storia antimafia- ha dichiarato Delmastro –  è chiara ed evidente, la mia battaglia contro la mafia è chiara ed evidente. Il mio livello due di scorta certamente non nasce per altri motivi se non per la battaglia contro la mafia che stiamo facendo, quindi questo parla per me». «Dopodiché – ha aggiunto – si parla di una società con una ragazza non imputata e non indagata, che poi si scopre essere la figlia di…Nel momento in cui si scopre, per il rigore etico e morale che mi contraddistingue su questa battaglia, mi sono tolto dalla società».

E analogamente anche gli  altri esponenti politici biellesi hanno dichiarato di essere usciti immediatamente dalla società. Ma la polemica -che ha imperversato per ore – sembra essere solo all’inizio. E inevitabilmente si farà sentire anche venerdì a Novara.

Un evento un po’ “sfortunato”

La serata con Delmastro, una delle moltissime in cui il sottosegretario si è impegnato specie nella fase finale della campagna elettorale,  peraltro, sembra nata non esattamente sotto una buona stella.

Nei giorni scorsi si era molto chiacchierato in città perché l’evento era stato annunciato in due diverse versioni, in due diversi orari e in due location divere. Come si vede nelle locandine che pubblichiamo entrambe, il primo “trailer” era arrivato la scorsa settimana in tutte le redazioni dalla segreteria dell’assessore regionale alla cultura Marina Chiarelli, che avrebbe introdotto l’incontro, fissato alle 17.00 all’hotel La Bussola.

Martedì invece, dalla segreteria cittadina di FdI è arrivata una nuova versione della locandina, accompagnata da un comunicato ufficiale, che ricolloca l’incontro alle 17,30 all’Hotel Europa, coinvolge il presidente della Camera Penale di Novara, avvocato Federico Celano, e fa scomparire Chiarelli.

«Una scelta dettata da valutazioni logistiche»

Interpellati in merito, sial il segretario cittadino Daniele Andretta che il senatore Gaetano Nastri forniscono una spiegazione “tecnica”: si è optato per una sala più grande, in un orario più “abbordabile” per il pubblico e con il coinvolgimento di figure non di partito.

Versione confermata anche da Chiarelli, che, tramite la sua portavoce fa sapere che si è trattato di «una scelta dettata esclusivamente da valutazioni logistiche, al fine di garantire il miglior svolgimento possibile dell’evento e la piena partecipazione dei soggetti coinvolti».

Nulla quaestio, quindi. Ciononostante non è mancato sul web chi ha voluto leggere in filigrana nell’accaduto, un riflesso della graduale “marginalizzazione” dell’assessore.

Spifferi. Certamente poco rilevanti di fronte al tornado dell’inchiesta “Cinque forchette”. Che sta per planare all’ombra della Cupola di San Gaudenzio.

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