Hydra, ora Busto Arsizio si costituisce parte civile al processo contro la mafia

BUSTO ARSIZIO – Processo Hydra, il Comune di Busto Arsizio ha deciso: sì alla costituzione di parte civile. L’atto è stato deliberato ieri, 22 aprile, dalla giunta del sindaco Emanuele Antonelli, che ha così risposto positivamente alla richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia impegnata a sostenere l’accusa nel maxi-procedimento che prende di mira il “sistema mafioso lombardo” con 45 imputati. La mancata costituzione era stata contestata dal giornalista Massimo Giletti nella sua trasmissione di RaiTre “Lo stato delle cose“.

Il maxi processo a Milano

“Il Comune non si è mai costituito parte civile” aveva affermato Giletti al termine di un reportage che metteva in luce le vicende che toccavano da vicino anche la città di Busto Arsizio. In particolare per le attività della famiglia gelese dei Nicastro, considerata legata al clan mafioso Rinzivillo. Il processo, che vede tra gli imputati “bustesi” i fratelli Fabio e Dario Nicastro e il figlio di quest’ultimo Francesco, ma anche Rosario Bonvissuto, è in corso nell’aula bunker del carcere di San Vittore a Milano. “A Busto comando io” una delle frasi di Dario Nicastro riportate nell’ordinanza che, nel 2023, ha dato il via al maxi-processo. Ben 62 le condanne con rito abbreviato emesse dal Gup Emanuele Mancini lo scorso gennaio, oltre ai 45 rinvii a giudizio.

La costituzione di parte civile

Ora però, dopo che la questione della costituzione di parte civile era tornata d’attualità in diversi Comuni del territorio, da Lonate Pozzolo dove è stata l’opposizione di centrosinistra a contestare la mancata costituzione alla giunta di centrodestra a Busto Garolfo dove invece gli schieramenti sono ribaltati, a Busto Arsizio la giunta Antonelli ha deciso di prendere in mano il dossier e non lasciare intentata la richiesta della DDA della Pm Alessandra Cerreti. Questo Comune risulta persona offesa dai reati per cui pende il procedimento penale citato – si legge nella delibera di giunta – stante la gravità delle condotte incriminate, sussiste un interesse diretto dell’Amministrazione ad intervenire nel procedimento penale di cui sopra, costituendosi parte civile per ottenere il risarcimento dei danni tutti causati sia direttamente che indirettamente all’immagine della città, comunque conseguenti ai reati contestati, difformi dalla ordinata convivenza. Nel processo sono già costituiti, tra gli altri, Regione Lombardia e i comuni di Legnano e Varese. Ora c’è anche Busto Arsizio.

Giletti svela la mafia a Busto Arsizio: «Il Comune mai costituito parte civile»

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