SOMMA LOMBARDO – Cinque anni fa diventava il presidente della Fondazione Girasole a Somma Lombardo, raccogliendo sfide e obiettivi. Non senza ostacoli, soprattutto in merito al grande progetto: la realizzazione della nuova casa di riposo. L’univco rammarico? «Non essere riusciti a firmare il contratto preliminare con la società Kos», dice. Ma, allargando lo sguardo, «sono stati anni di grandi e nuove esperienze nel campo sociosanitario». Ecco perché «lascio l’incarico convinto di aver dato il massimo impegno con l’intero consiglio d’amministrazione».
Cinque anni di «intenso lavoro»
Oggi il testimone è passato in mano ad Alessandro Passuello, il nuovo presidente. E Montagnoli, ora, ripercorre il percorso di questi cinque anni, alla guida di «una compagine compatta e collaborativa, grazie alla quale è stato possibile dare vita e continuità alla casa di riposo». Racconta: «Ho potuto avvicinarmi al mondo della sanità, che per me era sconosciuto. In particolare grazie ai continui incontri con i direttori di Asst e Ats, oltre che con referenti dei vertici regionali». Un mandato di «intenso lavoro, per ridare la possibilità alla struttura di operare».
Lo sfratto evitato
Fra gli obiettivi portati a termine, Montagnoli ricorda «lo sfratto che incombeva sulla Rsa, evitato grazie ai buoni rapporti intrapresi con i vertici della Asst, Ats e Regione Lombardia. Che hanno concesso proroghe temporanee fino all’ultima, di nove anni, ottenuta il 15 dicembre 2024». Ha ripercorso i momenti più difficili nei rapporti con i primi operatori individuati per la realizzazione della nuova casa di riposo: «Emmaus e poi Zaffiro, dopo estenuanti trattative, si sono dimostrate non disponibili a dare le giuste garanzie all’acquisto e soprattutto alla costruzione di una nuova struttura a Somma». Obiettivo, invece, «che ora è possibile con Kos, con la quale sono attualmente in atto i contatti per definire il preliminare».
I contributi pubblici
Nel frattempo, visti i lavori che Asst ha avviato all’interno dell’ospedale Bellini, «limitando la sua capacità operativa». Ecco perché «ci siamo prodigati per garantire il congelamento del budget che Regione Lombardia, attraverso Ats, offre alla struttura». Di recente, infatti, «è pervenuta la delibera di Ats che garantisce il mantenimento, una volta terminati i lavori, dei letti contrattualizzati. E quindi degli indispensabili contributi pubblici». E ancora: «Abbiamo reso la struttura in Ets e la relativa iscrizione al Runts, così come previsto dalla legge di trasformazione del terzo settore».
L’unico rammarico
Conclude: «Lascio l’incarico convinto di aver dato il massimo impegno con l’intero consiglio d’amministrazione, nonostante rimanga l’amarezza di non aver potuto sottoscrivere la bozza di contratto già predisposta dai legali e discussa con Kos a causa delle lungaggini dei lavori presenti in struttura e della scadenza naturale del Cda». Infine, gli auguri: al nuovo Cda e al presidente Passuello, con i ringraziamenti a «tutti gli attori che hanno operato in questi cinque anni, oltre al personale che sempre si è mosso nell’interesse della struttura e degli ospiti. Come dimostrano le diverse testimonianze di affetto e di ringraziamento che abbiamo ricevuto».
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