Girasole di Somma, saltano ancora le trattative. Si cerca un nuovo operatore

SOMMA LOMABRDO – Nuovo Girasole a Somma Lombardo: tutto da rifare. È stata pubblicata una ricerca di mercato per individuare un operatore che sia interessato ad acquisire il ramo d’azienda e a realizzare la nuova casa di riposo. Si tratta del terzo tentativo. Dopo l’accordo saltato con Emmaus, infatti, anche le trattative con Zaffiro – la società che si era fatta avanti per procedere con l’opera all’ex Lanificio, alle stesse condizioni e alle stesse cifre – non hanno portato al risultato sperato.

L’antefatto

Un passo indietro. A dicembre dello scorso anno, Asst Valle Olona ha concesso – all’ultimo momento – una proroga di nove anni che ha permesso al Girasole di evitare lo sfratto dai locali all’ospedale Bellini. Una boccata d’aria, che ha dato la possibilità di prendere tempo con l’obiettivo di chiudere le trattative e partire con l’effettivo intervento per la nuova casa di riposo. Almeno nelle intenzioni. Già a febbraio, in occasione del consiglio comunale aperto convocato per relazionare sul futuro della Rsa, era emersa la possibilità di «rivalutare altre proposte», aveva anticipato in aula il presidente della Fondazione, Claudio Montagnoli. Infatti, lo stato di incertezza e gli eventuali costi aggiuntivi per ricollocare i pazienti in caso di sfratto avevano frenato le trattative. Portando anche a rivedere le condizioni d’acquisto del ramo d’azienda – che era inizialmente di 1 milione 250mila euro – fino alla proposta di un affitto intorno ai 500mila euro. Nonostante gli sviluppi, però, la situazione si è arenata. E i rapporti con Zaffiro sono cessati.

Costi e scadenze

Si apre allora un nuovo capitolo. In base alla ricerca di mercato, il prezzo per acquisire il ramo d’azienda è sceso a 900mila euro. Questo perché «sono cambiati tanti aspetti», dice Montagnoli. «Ed è cambiata la perizia fatta dal pool di tecnici della Liuc, che ci ha seguito fin dall’inizio». Inoltre, «dobbiamo anche sostenere gli interventi per rifare l’impianto antincendio», cioè una spesa di 220mila euro a carico della Fondazione.
L’offerta, non vincolante, dovrà pervenire entro il 31 luglio: «I tempi sono stretti, ma la volontà è di trovare un acquirente che garantisca un buon servizio. Come stiamo facendo noi. E poi cominciare a costruire».

Gli obiettivi

Dal fronte del Comune, gli obiettivi non cambiano: «Abbiamo bisogno della nuova casa di riposo», taglia corto il sindaco Stefano Bellaria. «Ora l’importante è non adagiarsi, anche se l’accordo individuato con la proroga permette di prendere tempo».
Così come non cambiano le intenzioni: l’amministrazione, infatti, diede al Girasole una precisa indicazione, esprimendosi in modo esplicito contro la costruzione della nuova casa di riposo a Maddalena, vecchia soluzione individuata circa quindici anni fa dall’allora governo di centrodestra. E preferì quindi concentrarsi sul centro città, con la possibilità di rilanciare un’area dismessa. L’ipotesi su cui ci si è concentrati più a lungo, come è noto, è l’ex Lanificio. Conclude il primo cittadino: «Va anche detto che in questi anni abbiamo lavorato per avere a disposizione più aree con le caratteristiche adatte a costruire la nuova Rsa».

Il Girasole di Somma dopo la proroga: «Aperti a nuove proposte». Monta il caso

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