SOMMA LOMBARDO – Le opere mai realizzate, quelle che da anni – da decenni, in alcuni casi – fanno parte di obiettivi e programmi: la tangenziale e l’Area feste. La prima, per snellire il traffico che soffoca il centro. Il secondo, per destinare uno spazio che sia definitivo da dedicare a eventi di ogni genere. Solo due dei temi che accendono il dibattito elettorale fra i candidati sindaci di Somma Lombardo. A cui si aggiungono le nuove scuole Rodari («Con quel marrone sembrano un cassa morto») o il tema sicurezza («Serve una rispolverata»), fino all’intramontabile Malpensa («Un croce e delizia») e lo sport giovanile. Tutti temi che riaffiorano e scatenano i quattro aspiranti alla prima poltrona di Palazzo Viani Visconti.
Sfida a quattro
Il momento del voto si avvicina. E si anima, sempre di più, la partita elettorale tra i candidati sindaci: Stefano Aliprandini, alla guida del centrosinistra dopo due mandati da vice di Stefano Bellaria con Partito Democratico, Sinistra per Somma, Somma Futura e Civici per Somma; Silvio Pezzotta, il nome che è riuscito a tenere insieme il centrodestra formato da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Udc, Uniti per Somma, Futuro per Somma Lombardo; Dario Pulli, il solista sotto il simbolo di Azione; Alberto Nervo, l’ex leghista che oggi guida SommaSì.
L’Area feste
Si parte col rush finale, dove il dibattito sui temi principali della quotidianità sommese saranno all’ordine del giorno. Fra le tappe, quella di ieri sera (7 maggio) con il confronto moderato dai giornalisti di VareseNews, Roberto Morandi e Marco Tresca. L’argomento principale, quello che fa più discutere, riguarda i Lavori Pubblici. Focus sull’Area feste: «Viene chiesta da anni. E noi la faremo. Perché è un’esigenza della città. Ci sono paesi molto più piccoli di noi che hanno dei gioielli», l’affondo di Pezzotta. «Siamo una città da 18mila abitanti e non abbiamo una spazio per le feste, assurdo», il commento di Nervo. «Indispensabile», per Pulli. Mentre Aliprandini ha spiegato i motivi per cui non si è finora concretizzata: «Non era prioritario, abbiamo sistemato altri spazi perché potessero essere sfruttati».
Tangenziale, sport, sicurezza
Molto discussa anche la questione viabilità. Pulli è stato tranchant: «La città è soffocata, soprattutto il centro». Ecco perché la tangenziale torna a essere centrale: «Interessa tutti, facciamo quadrato a prescindere dalle maglie indossate». Fino all’ampliamento di via Giusti, un’arteria fra le più note in tema di sicurezza stradale e traffico: «Una cosa si deve fare: alzarsi dalla sedia e sollecitare per avere una soluzione».
Così Nervo: «Sono 53 anni che ci prendono in giro sulla tangenziale, basta. La gente vuole fatti, non parole». Per passare al suo cavallo di battaglia, i lavori al cimitero: «Da sei anni sono fermi». E, immancabile, le nuove scuole Rodari che negli ultimi giorni sono tornare al centro del dibattito: «Con quel marrone sembra una cassa da morto».
Tra le priorità di Pezzotta, lo sport: «Con la chiusura del Mossolani ci sono stati 68 ragazzi di Somma che sono dovuti andare fuori città per giocare. Non lo accetto. La riqualificazione dei centri sportivi è primaria». E lo stesso vale per il polo della stazione: «Va riqualificato, è in stato d’abbandono. E chi va a prendere il treno ha paura».
Aliprandini ha invece difeso l’operato svolto dall’amministrazione uscente, con un elenco di interventi compiuti e da terminare. Dalle Rodari, appunto, «un luogo dove sperimentare il tempo pieno». Al cantiere allestito per la frana del Belvedere. E poi: il seminterrato della biblioteca, la mensa delle Milite Ignoto, il progetto di housing sociale, gli interventi all’Its di Case Nuove o centri sportivi.
Il Sociale
Ampio spazio anche al Sociale. Delega che ha gestito Aliprandini negli ultimi undici anni: «Tutto il lavoro si basa sulla filosofia del “non si lascia indietro nessuno”», ha detto. Ha ricordato l’azione portata avanti dai Comuni che fanno parte dell’ambito di Somma e dai gruppi di assistenti sociali, per il trasporto disabili, l’assistenza domiciliare o per promuovere il contrasto alla solitudine.
Pezzotta ha sottolineato che «abbiamo un problema: il cittadino non si fa avanti, perché le esigenze son diverse e la vergogna è tanta. Dobbiamo capire noi come intervenire».
Pulli si è concentrato su «diverse categorie: anziani, giovani, coppie divorziate». Fra le proposte, un «servizio di consegna domiciliare e la possibilità di aprire un armadio farmaceutico nel nuovo Lascito Aielli di Mezzana». Per i giovani, invece, «un punto di aggregazione che potrebbe essere nell’ex Cinema Italia».
La situazione del Sociale, secondo Nervo, «è molto seria: c’è ancora da lavorare molto. Vi concentrate sul centro, ma ci sono anche le frazioni».
La questione Malpensa
Infine, la questione Malpensa. La vicinanza dell’aeroporto, infatti, diventa molto spesso motivo di dibattito. «C’è e dobbiamo conviverci», le parole di Nervo. «Servono navette ogni mezz’ora almeno, perché non si può arrivare a spendere 50 euro per una tratta Somma-Malpensa in taxi. E nessuno ha mai chiesto una tariffa fissa». Un tema, quello di un trasporto pubblico di collegamento che, in effetti, mette tutto d’accordo.
In più, ha aggiunto Pezzotta, «il Cuv va rivisto». E ancora: «Non si può guardare solo il bello o il brutto di Malpensa, bisogna osservarlo a pieno».
Pulli ha sottolineato che è «un’entità che non può essere eliminata, ma bisogna intervenire sugli aspetti negativi».
Aliprandini ha quindi chiuso ricordando che Malpensa è un «croce e delizia», dove «è complesso mantenere l’equilibrio fra tutela della salute e lavoro, fra sviluppo e gestione del traffico». Ha concluso: «Il Cuv negli ultimi anni ha lavorato in questo senso, ci siamo riappropriati di un ruolo che era stato svilito».
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