Antenna 5G a Crenna, i residenti: «Preoccupati per la nostra salute»

Gallarate antenna Iliad 5g

GALLARATE – «Quali effetti potrà avere sulla nostra salute la presenza di un’antenna 5G proprio sopra le nostre teste?». A chiederselo è Monica Tovaglieri, portavoce di un gruppo di una cinquantina di famiglie di Crenna, «preoccupate» per l’installazione di un’antenna Iliad di 36 metri nel rione Gallaratese. Ed è proprio questa la domanda alla base della serata informativa organizzata ieri – giovedì 7 maggio, nelle sale dell’oratorio – con il supporto di Paolo Orio, presidente dell’associazione italiana elettrosensibili.

L’elettrosensibilità

L’elettrosensibilità è una condizione che vede i soggetti colpiti lamentare sintomi fisici e psicologici come cefalee, insonnia, vertigini e stanchezza cronica in presenza di campi magnetici artificiali. Ad oggi, però, mancano evidenze scientifiche che permettano di dimostrare un rapporto di causa-effetto, e la condizione non viene riconosciuta come patologia medica dalla comunità internazionale. Secondo Orio, al contrario, non solo l’elettrosensibilità sarebbe reale e causata dall’esposizione ai «campi magnetici di oggetti come gli smatphone», ma proprio quest’ultima potrebbe portare, tra le conseguenze più estreme, «lo sviluppo di forme di tumore». Rischi che la presenza di un’antenna «non farebbe che rendere più probabili». La conferenza di Orio, però, non ha convinto tutti i presenti, tanto che qualcuno, stizzito, ha deciso di andarsene con largo anticipo.

L’ipotesi Tar e la raccolta firme

Oltre ai possibili rischi per la salute, tra le preoccupazioni del gruppo, spiega Tovaglieri, c’è anche quello di «una svalutazione degli immobili». E quindi, come opporsi all’installazione? «Abbiamo dato incarico all’avvocato Elio Ricchiello, che a livello italiano è il più competente in materia. Ha richiesto al Comune l’accesso agli atti, che ancora non è stato concesso, e speriamo di poter trovare qualche vizio di forma che permetta di fare ricorso al Tar». Un’idea che, però, richiede una vera e propria corsa contro il tempo. I lavori, infatti, sono iniziati lo scorso 7 aprile, e il ricorso andrebbe presentato entro 60 giorni da questa data. Non solo «la problematica maggiore – ammette Tovaglieri – è che il terreno sia di un privato che l’ha dato in concessione alla compagnia telefonica». Qualora quest’ipotesi non dovesse concretizzarsi, il gruppo potrebbe puntare su una raccolta firme «da presentare alla Provincia, al Parco del Ticino e ad Arpa, che pare abbiano dovuto dare il loro benestare».

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Gallarate antenna Iliad 5g – MALPENSA24
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