VARESE – «Se Piazza Repubblica a Varese e la stazione di Gallarate sono diventati luoghi di bivacco e microcriminalità è colpa del buonismo della sinistra. Ma quale integrazione come arma per combattere la criminalità, qui ci vuole la ricetta di Fratelli d’Italia, ovvero presidio del territorio, più controllo, sostegno alle forze dell’ordine e certezza della pena». Chi parla è Marco Colombo, referente provinciale degli Enti Locali di Fratelli d’Italia, presidente del consiglio comunale di Gallarate e consigliere provinciale. Le parole di Colombo sono rivolte a Manuela Lozza, segretaria del PD di Varese, in riferimento a quanto la dem ha sostenuto nel confronto a Piazza Politica, trasmissione in onda su Malpensa24 Tv, canale 410 del digitale terrestre.
La lettera di Colombo a Lozza
Le recenti dichiarazioni della segretaria cittadina del PD di Varese, Manuela Lozza, sul tema della sicurezza svelano un paradosso logico inaccettabile e, di fatto, certificano il fallimento storico delle ricette della sinistra.
Sentir affermare che “quando mettiamo in campo il metodo repressivo vuol dire che abbiamo fallito”, significa ribaltare la realtà. La segretaria dem ha ragione su un punto: il fallimento c’è ed è evidente. Ma non è il fallimento delle regole o della legalità, bensì quello delle loro politiche perbeniste, di quell’assistenzialismo ideologico e di quel progressismo d’accoglienza volto a trovare sempre e comunque una giustificazione sociale per chi delinque.
Se oggi alcune zone simbolo come Piazza Repubblica a Varese o la stazione di Gallarate sono diventate luoghi di bivacco permanente per delinquenti, e se i quartieri vivono nell’ansia dei reati predatori, la responsabilità è tutta di una sinistra che ha preferito coccolare l’utopia dell’integrazione teorica anziché garantire l’ordine pubblico pratico.
Lozza tenta oggi un’operazione di facciata, ammettendo tardivamente che il PD non deve avere paura della parola “sicurezza” e che i cittadini hanno il diritto di sentirsi sicuri. Ma un secondo dopo cade nel più classico dei riflessi condizionati della sinistra: lo scaricabarile. Scaricare la colpa sul Governo centrale chiedendo “più poliziotti” per coprire le lacune locali è un gioco fin troppo scoperto. Il Comune non può lavarsi le mani della sicurezza urbana. Se la sicurezza è davvero una priorità per il PD, ci spieghino perché la sinistra continua a ideologizzare il dibattito, disarmando di fatto la Polizia Locale e negando agli agenti strumenti essenziali di autotutela e contenimento come il Taser, indispensabili per operare nei contesti più difficili del territorio.
Per Fratelli d’Italia la sicurezza non si baratta con la sociologia da salotto: la sicurezza si fa con la certezza della pena, il presidio del territorio e il sostegno concreto a chi indossa una divisa. Dieci anni di giustificazionismo hanno reso le nostre città più vulnerabili. I cittadini non hanno bisogno di una sinistra che si interroga sui massimi sistemi; hanno bisogno di istituzioni che applichino la legge, tutelino le persone oneste e restituiscano legalità a ogni singola via del nostro territorio».
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