BORGOMANERO – Da mesi la danno in partenza verso altri lidi. Marina Chiarelli, dopo aver attraversato la bufera che le è costata due terzi delle deleghe originariamente attribuitele nella giunta di Alberto Cirio, e dopo aver subito l’anatema dei vertici locali di Fratelli d’Italia, di sicuro da tempo non pensa più il suo futuro politico dentro i confini del sistema solare meloniano.
Escluso l’approdo in Futuro Nazionale
Più d’uno aveva voluto individuare in lei la “regista occulta” della scissione a destra subita da FdI in consiglio comunale a Novara, con la nascita di Alleanza Novarese successivamente confluita nel nascente Futuro Nazionale del generale Vannacci. E preconizzavano un approdo “futurista” anche per la bionda assessora regionale alla cultura.

Non c’è dubbio che l’uscita di Michele Ragno, Mauro Gigantino e Maurizio Nieli sia frutto dello stesso malessere verso i vertici locali del partito che anima l’assessora. Ma quello di Vannacci non è esattamente l’ambiente ideale per Marina: troppo rude e militaresco per lei che ama le compagnie altoborghesi, i vestiti firmati colorati e svolazzanti, i bei gioielli e le cene gourmet.
L’alternativa civica targata CN
L’alternativa c’è. E si chiama Movimento Civico per l’Alto Piemonte, la nuova creatura che ha celebrato il suo battesimo nei giorni scorsi alla Sala SOMS di Borgomanero.
L’architetto dell’operazione è Luca Robaldo, sindaco di Mondovì con un passato da stretto collaboratore di Enrico Costa e del governatore Alberto Cirio. Robaldo è stato il vero motore del successo della Lista Cirio alle Regionali del 2024 (12,2%, seconda forza della coalizione dietro a FdI).
Un progetto che, facendo appello al Piemonte Moderato e Liberale (così recita il simbolo che era sulla scheda delle regionali di due anni fa) è passato in terra cuneese alla scommessa (vinta) “Patto Civico per la Granda” lanciato a marzo e punta ora a conquistare l‘Alto Piemonte.
Gli uomini di Chiarelli tra i promotori

E che c’entra Chiarelli con tutto questo? C’entra. Perché a promuovere la serata borgomanerese che ha riscosso un significativo successo di partecipazione, è stato il consigliere provinciale novarese Luigi Laterza, stretto collaboratore dell’assessore. Laterza in un primo tempo aveva partecipato alla secessione guidata a Novara da Ragno, Gigantino e Nieli, ma poi non li ha seguiti nell’approdo futurista.
E tra i tanti sindaci protagonisti nella sala della Soms, accanto a quelli civici da sempre (a cominciare dal sindaco di Borgomanero Sergio Bossi) ci sono Alessandro Marchese, primo cittadino di Borgoticino e Roberto Balzano sindaco di Maggiora, pianeti importanti nell’orbita chiarelliana.
Pragmatismo e nuova autonomia
Robaldo anche nella serata borgomanerese ha continuato a ripetere che il movimento nasce «a fianco» dei partiti e non contro di essi, una formula diplomatica che serve a rassicurare gli alleati ma che di fatto blinda uno spazio politico autonomo che peserà tantissimo sui tavoli delle future candidature a cominciare da quelle nei comuni in pista nel 2027
FdI e Forza Italia osservano
Ovvio che nel centrodestra il movimento innescato da Robaldo venga guardato con una buona dose di diffidenza. Il civismo organizzato, infatti, rischia di drenare voti proprio in quel bacino di amministratori locali, professionisti e mondo associativo che storicamente alimenta i partiti tradizionali.
Non a caso a studiare le mosse della neonata creatura, a Borgomanero (variamente dislocati nelle file della platea) c’erano due pesi massimi della politica locale: il senatore di Fratelli d’Italia Gaetano Nastri e il segretario provinciale di Forza Italia Diego Sozzani.
Un po’ più ostile il primo (e ci mancherebbe, vista la presenza di Chiarelli), un po’ più sornione il secondo che non nasconde l’ambizione di tessere con Laterza qualcosa di simile a quello che Cirio ha fatto con Robaldo, “legandolo” in un accordo preferenziale con Forza Italia.
Arriva anche Faggiano?
Il movimento civico potrebbe intercettare anche un’altra traiettoria che arriva dall’estremo opposto del campo politico.
In questi giorni Roberto Faggiano, un passato a sinistra, già candidato sindaco a Borgomanero per Azione, ha annunciato di aver rassegnato «le dimissioni irrevocabili da ogni incarico ricoperto all’interno del partito Azione« a causa di una «insanabile incompatibilità con la recente linea politica intrapresa dal partito a livello nazionale». Non manca chi profetizza il suo approdo tra le braccia dei civici.
Chi avrà filo, tesserà…
