LEGNANO – All’indomani dell’edizione dell’850° anniversario della Battaglia, pubblichiamo le nostre pagelle al Palio di Legnano 2026.
Promossi
Bighino. Genovese di nascita fra fantini pressoché tuti sardi o toscani, Valter Pusceddu (nella foto sotto di Giovanni Muroni) serve il poker di vittorie al Mari facendo volare il Corvo più alto di tutti sia in giornata che nell’albo d’oro, dopo aver regalato gioie alla Flora (due volte) e a San Magno. A 45 anni, questo “ragazzino” ha firmato una batteria da manuale e una rimonta all’ultimo giro della finale che è già leggenda. E pensare che a un certo punto, nell’infinita serie di partenze false della seconda batteria, era scivolato dal cavallo, finendo per far cadere con sé anche il canapo. Dalla polvere alle stelle.

Cavalli mezzosangue. Considerati meno nobili dei purosangue, meno agili e veloci ma più versatili e robusti, hanno superato alla grande tutte le prove, dimostrandosi all’altezza. Se poi il risultato è accorciare le distanze fra essi, regalando una corsa palpitante come quella di ieri, sono davvero i benvenuti. Al di là di ogni Dubbio e con buona pace della Lav. Protagonisti.
Fondazione Palio / 1. Che si sta dando da fare, e bene, è sotto gli occhi di tutti: mai il Palio ha avuto un programma così ricco e variegato come quest’anno, e la sensazione è che non si fermeranno all’occasione dell’850° anniversario della Battaglia. Fra mostre e festival, monete e francobolli commemorativi, aperture straordinarie dei manieri e corse di addestramento sempre più strutturate e partecipate, lo sforzo è innegabile ed è stato esteso anche alla promozione in video, con un’autoproduzione. Tutto – anche – grazie al potenziato parco di sponsor, coccolati e celebrati ad ogni occasione. Perché, si sa, senza conquibus non si va da nessuna parte. Rilancio.
Accademia di Brera. Ogni anno i suoi studenti ideano, disegnano e realizzano “pesi” talmente belli, originali e ben riusciti da far pensare a una loro esposizione in una sede dedicata. Sempre rigorosamente in 1.176 grammi d’argento, sono piccoli capolavori di tecnica e di inventiva, che rimandano a una millenaria tradizione d’arte e artigianato e contribuiscono ad un arricchimento, anche immateriale, del Palio. Di peso.
Fondazione Gatta Trinchieri. Si deve ad essa la donazione del Peso di cui sopra. Nata nel 2018 per “valorizzare l’unicità, il talento e la crescita nell’arte e nella musica”, ci offre l’occasione per ricordarne il presidente Norberto Albertalli, scomparso lo scorso 22 aprile, infaticabile imprenditore, filantropo e uomo di Palio con una carica in più di umanità, affabilità e simpatia. Memorabile.
Rimandati
Comunicazione. Altro che “binario giusto”: lo scorso marzo il Palio legnanese si è presentato alla Stazione Cadorna di Milano con un pieghevole talmente approssimativo che le Contrade sono diventate “comunità”, i cavalli della corsa indicati come purosangue (mentre non lo sono più), la Croce “di Ariberto” e basta, senza aggiungere “da Intimiano” (immaginate di nominare Alberto senza “da Giussano”…) mentre i prestigiosi autori di citazioni della manifestazione, dal Papa al presidente della Repubblica, sono stati riportati con il semplice nome e cognome anagrafici (“Giovanni Battista Montini” alias Paolo VI e “Giovanni Leone”, per di più posposti a Umberto De Giovannini, non proprio conosciutissimo fuori Legnano, ex Ragiù della Famiglia Legnanese). Ancora, nel comunicato del 16 aprile il Barbarossa è diventato Federico II e sul sito della Fondazione Palio la Veglia della Croce del 15 maggio era indicata a San Magno, anziché a San Simpliciano in Milano; mentre sul sito ufficiale della manifestazione fino all’ultimo alle pagine degli eventi le informazioni complete erano annunciate «prossimamente». Deragliamento.

Fondazione Palio / 2. Va bene celebrare gli sponsor, va bene festeggiare i nuovi traguardi, ma non abbiamo dimenticato quanto successo nella Notte Bianca del 2025, quando il Palio si chiuse – letteralmente – nel suo “fortino”, cioè nel Castello, per una “Notte Bianca delle Contrade”, apparsa un’autocelebrazione degli addetti ai lavori, anziché aprirsi alle migliaia di visitatori che proprio quella sera, come ogni anno, affollarono vie e piazze di Legnano arrivando dai comuni dei dintorni e non solo. Non saranno Strasburgo o Parma, ma anche Canegrate e Busto Garolfo hanno il loro perché, specie se si vuole ampliare davvero la platea degli spettatori della sfilata storica lungo le strade. Occasione persa.
Bocciati
Pronostici. Mai come quest’anno si sono rivelati sbagliati, con i favoriti addirittura ultimi in batteria o in finale. Forse è anche questa una conseguenza dell’introduzione delle nuove cavalcature, che rendono il Palio più incerto, imprevedibile, alla portata di tutti senza gerarchie preimpostate. In una parola: appassionante.
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