Primi nodi a Luino: dai silenzi di Pellicini al super gruppo Lega – Lombardia Ideale

luino pellicini lega
Pellicini marcato uomo dai leghisti Cataldo (a sinistra) e Casale

LUINO – I nodi: non nel senso della velocità di un’imbarcazione, ma come problemi da sciogliere. Nel centrodestra vincente, infatti, sembra di essere tornati indietro al cinema pre elettorale. Il miele della vittoria è finito? Mah!

Preoccupa il silenzio del sindaco Andrea Pellicini. Una tranquillità apparente che non basta a mettere a tacere i lamenti e i movimenti all’interno della sua maggioranza. Insomma, il sindaco ne avrà di lavoro da compiere, anche sul piano della diplomazia interna. Andiamo con ordine. Partendo dall’indiscrezione più gustosa: all’interno del Vento del Verbano sta nascendo un super gruppo consigliare.

Il gruppone

Il silenzio post elettorale di Pellicini agita le acque. Il sindaco, infatti, si è preso una pausa – non amministrativa, poiché c’è chi racconta che ha già iniziato ad affrontare i le questioni – sulla nomina degli assessori. È evidente che i risultati hanno un po’ rotto le uova nel paniere degli accordi pre elettorali. Tanto che c’è chi sussurra che in seno al Vento del Verbano stia nascendo il gruppo Lega – Lombardia Ideale. E qualcuno potrebbe dire: “E dove sta la novità? Sono cugini politici!». Vero, ma è altrettanto vero che se il Carroccio (3 consiglieri: Casali, Cataldo e Amalfi) fa sponda organica con i cugini Ideali (2 consiglieri De Vincenti e Guelli), la matematica dice che la navigazione politica non sarà serena. Insomma, un segnale importante, pesante, e che il sindaco non potrà sottovalutare.

Il patto senza preferenze

Gli accordi pre elettorali sono ormai noti. Manca solo che qualcuno “cacci” fuori il pizzino sul quale sono stati sanciti e siamo a posto. E se nel calcio “partita finisce quando arbitro fischia“, in politica i conti si fanno a spoglio finito. E in entrambi i casi la sorpresa è dietro l’angolo, le previsioni fatte vacillano e il risultato non sempre va d’accordo con quanto immaginato. Proprio come a Luino, dicono.

L’impatto… delle preferenze

Ad esempio, l’accordo prevedeva il vicesindaco al leghista più votato (Alessandro Casali), ma ora Pellicini si è trovato tra le mani un Fratello – Franco Compagnoni – mister preferenza dell’intera competizione. In altre parole, i luinesi hanno detto chiaro e tondo che il cardiologo – nemmeno previsto nella cabina di comando al momento degli accordi – meriterebbe per lo meno un posto in giunta e – a dirla tutta – anche i gradi di vicesindaco. Cosa che – giustamente – farebbe imbufalire la Lega, che, in fase di accordi, ha fatto più di un passo indietro. Quindi?

Beh, diciamolo chiaro, non è che, preferenze alla mano, si possa pensare di mettere da parte Franco Compagnoni, che è anche consigliere provinciale, magari con la promessa di candidarlo alle prossime regionali, nella lista di Fratelli d’Italia dove, se staranno così le cose, andrà in scena un vero e proprio duello fratricida. Ma non si può neppure andare dai leghisti e dire: “Scusate, ci siamo sbagliati”. Anche perché due Fratelli (sindaco e vice) targati FdI non sarebbero tollerati. O meglio, a Busto sì, a Luino no. Insomma, un bel problema da risolvere.

Corpo esterno

Ma il Carroccio non ha solo il cruccio Compagnoni. Altro tassello del delicato mosaico cesellato da Pellicini in fase pre elettorale è quello che risponde al nome di Vincenzo Liardo. Liardo è uomo che la politica la conosce assai bene. Qualche luinese ben addentellato alle questioni amministrative cittadine raccontava – prima dell’esito elettorale – che l’unico vero vincitore della partita sarebbe stato lui: Vincenzo Liardo, capace di mettere persone a lui vicine anche in altre liste e al contempo di stringere l’accordo con Pellicini. Infatti, proprio Pellicini, qualche giorno prima del voto ha tolto il velo: «In caso di vittoria, Liardo avrà un ruolo importante». Assessore – esterno – al Bilancio? Con buona pace di Dario Sgarbi, assessore al Bilancio e fedelissimo di Pellicini nei due mandati da sindaco e anche ora. Insomma, situazione esplosiva – soprattutto nel prosieguo del cammino – da sminare.

Dominus

Non solo. Pellicini ha sempre detto che sarà direttore d’orchestra, lasciando intendere che la sua presenza sarà garantita in città ogni qualvolta gli impegni parlamentari romani lo permetteranno. Ciò significa che il sindaco dovrà presidiare il Comune con un uomo di fiducia in sua assenza. Chi? Vincenzo Liardo, appunto. Il quale avrà dalla sua il forzista Paolo Gobbato (l’altra forzista in giunta e da ascrivere politicamente alla corrente Taldone).

Insomma, in casa Lega iniziano a sentire “puzza” di bruciato, nel senso che il timore è quello di essere impacchettati e marginalizzati, nonostante un bottino di voti di preferenza che, se messi in fila, sono risultati essere decisivi per il ritorno del centrodestra alla guida di Luino e per il tris di Pellicini. Pellicini che ben conosce questi spigoli, forse in silenzio, li sta già limando con “carta vetrata 4000”: tra quelle più fini sul mercato, per evitare abrasioni pericolose.

luino pellicini lega – MALPENSA24
Visited 1.850 times, 1 visit(s) today