Sorpresa, sorpresona o, invece, come sostiene qualcuno che la sa lunga, bastava ragionare con freddezza. Fatto è che a Somma Lombardo al ballottaggio la sfanga Silvio Pezzotta, candidato sindaco del centrodestra, tirato fuori dal cilindro all’’ultimo momento dopo mesi di tensioni nella coalizione, di tira e molla e scambio di invettive che, a rigor di logica, avrebbero dovuto funzionare da deterrente elettorale a tutto favore del centrosinistra. Compagine quest’ultima che, tra l’altro, usciva da undici anni di amministrazione senza particolari negatività e con l’acquisita sicumera di chi, in Comune, era convinto di aver piantato solide radici. Al punto da fare a meno dei voti di Azione, 250 consensi al primo turno o giù di lì, che oggi avrebbero fatto la differenza.
Ma il Pd locale, in contrasto con la visione allargata dei vertici provinciali, ha rifiutato l’apparentamento. Così la differenza l’ha fatta Pezzotta, sì, lui in prima persona, personaggio molto conosciuto anche per essere una persona perbene, di quelle che non si trovano quasi più in giro, con un’empatia che gli ha permesso di sbaragliare il campo. A dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, che alle Amministrative è spesso la persona a determinare i risultati, piuttosto dei partiti. Stesso discorso valevole a Luino, con Andrea Pellicini, neo sindaco già da due settimane anche in forza della sua popolarità, di un cognome che in riva al lago Maggiore è sinonimo di autorevolezza politica.
A sinistra festeggiano in quel di Legnano, l’altra città del territorio, ma in provincia di Milano, al ballottaggio. Rivince Lorenzo Radice, casacca piddina, capace di assestare il colpo esiziale al centrodestra nonostante abbia deciso di fare a meno dell’apparentamento con le liste più estreme presenti al primo turno. Un “faccio da solo” probabilmente meglio calcolato di quanto abbiano fatto i “compagni” sommesi, nonostante l’incombente presenza a destra di Carolina Toia, portatrice dei voti vannacciani e al fianco, manco a dirlo, del candidato Mario Almici, bandiera meloniana e soci. Un successo non del tutto netto, ma che a Legnano rimette in sella il centrosinistra a discapito di una destra che ha governato per parecchi anni nel passato.
Tornando a Somma Lombardo, la vittoria di Pezzotta scompagina gli equilibri a Villa Recalcati, dove il presidente Marco Magrini viaggia adesso in bilico: nel conto vanno messi anche i voti ponderati di Luino, prima di Pellicini gestiti dalla sinistra. Un bel rebus in vista delle elezioni di secondo livello per la Provincia, dove Forza Italia, oggi in maggioranza, non rappresenta affatto una sicurezza di stabilità. Il discorso sarà però affrontato dopo l’estate; per il momento Pezzotta si goda l’ebrezza della fascia tricolore, con un occhio al futuro prossimo venturo del suo ruolo. L’assetto economico e operativo del Comune appare abbastanza solido, così da permettergli una tranquilla navigazione. Le insidie, Silvio Pezzotta, le ha dentro casa, da chi oggi ha abbozzato davanti alla sua candidatura, ma certe velleità sopite obtorto collo fanno presto a evolvere in frustazioni e rancori. E lui, da persona perbene qual è, dovrà subito imparare a farsi rispettare.
