LEGNANO – Nessun apparentamento a sinistra nel ballottaggio delle Amministrative a Legnano. «Gli altri fanno patti, noi preferiamo i fatti! È con i cittadini l’unico accordo che facciamo. Per questo andiamo avanti con la proposta che abbiamo fatto alla città». Così il sindaco uscente e ricandidato del centrosinistra Lorenzo Radice ha annunciato nel pomeriggio di oggi, sabato 30 maggio, la rinuncia all’accordo propostogli ieri, venerdì, da Federico Amadei del Patto Civico.
A poche ore dalla scadenza di legge, Radice ha dunque deciso di ripetere la scelta del 2020, quando rifiutò ogni apparentamento ufficiale (allora i candidati sindaci esclusi erano ben cinque) e vinse lo stesso, rimontando il centrodestra, sulla base della convinzione che avrebbe attirato su di sé i voti dei candidati sindaci fuori dal secondo turno. Una scelta opposta a quella del rivale Mario Almici del centrodestra, che sempre ieri ha invece raggiunto l’accordo ufficiale con Carolina Toia. Tuttavia, Radice non chiude la porta a prossime collaborazioni con chi vorrà «far parte della nostra squadra al lavoro».
«Ma la porta resta aperta»
«Chi vorrà unirsi a noi – spiega oggi Radice – per portare ulteriore valore alla proposta per Legnano, sarà sempre benvenuto. Il nostro obiettivo ora è continuare a trasformare le parole in fatti. La nostra proposta per Legnano è stata e sarà sempre per natura aperta e inclusiva: per questo non chiudiamo le porte a nessuno. Dal 10 giugno, chi vorrà ci troverà al lavoro e potrà entrare a far parte di una squadra al lavoro per trasformare le idee in azioni. Per noi la politica è questo: non parlare a vuoto ma far sì che le cose accadano, che le promesse siano mantenute. Per farlo – conclude – servono visione e una squadra che sia compatta e coerente».
Porte aperte, dunque, a sostegni esterni alla maggioranza se questa sarà ancora del centrosinistra. E forse anche alle Politiche del 2027, espressamente richiamate da Amadei nella sua proposta politica di un campo largo sul modello di quello nazionale.
«Campagna per un’idea, non “contro”»
Una posizione che lo steso sindaco ha approfondito in questi termini sui social: «La nostra proposta non cambia, io e la mia coalizione avremo la possibilità (e dopo il primo mandato possiamo dirlo, la capacità) di realizzare quanto scritto nel programma, di portare a termine e far vivere le opere e i servizi che abbiamo inaugurato e progettato in questi anni. Questo è tutto ciò che ci interessa. Continueremo ad avere dialogo con tutte le forze politiche di Legnano, e con i cittadini. Non ci siamo candidati, e mai lo faremo, per battere qualcuno, ci siamo candidati perché abbiamo un’idea di città. Per questo, la nostra campagna elettorale continuerà così come è cominciata, ascoltando la comunità che vogliamo coinvolgere e parlando di come pensiamo dovrà essere la Legnano di domani».
Ballottaggio sempre più incerto
Dopo la rinuncia di Radice all’apparentamento, resta ora da vedere che cosa farà Amadei: se indicherà comunque ai suoi elettori nel primo turno il sindaco uscente come candidato da votare nel secondo, o se darà libertà di voto. A quanto risulta, la mossa di aprire a Radice non è piaciuta ad alcune delle componenti del Patto Civico – formato, lo ricordiamo, dall’Osservatorio Civico con Cinque Stelle, Avs e Rifondazione comunista – che hanno sempre espresso forti riserve sull’operato della giunta uscente.
Calcolatrice alla mano, sulla carta Almici sommando i propri voti a quelli di Toia avrebbe il 50% del totale nel primo turno, mentre Radice (arrivato al 43,5%) non avrebbe la certezza di contare anche sul 6,75% raccolto da Amadei. Bisogna però tenere conto della grande variabile dell’affluenza o, se preferite, astensione degli elettori, che già nel primo turno hanno disertato le urne quasi per la metà del totale degli aventi diritto; e che il 7 e 8 giugno, con la chiusura delle scuole e le prime partenze verso le località di villeggiatura, potrebbero ridursi ulteriormente. A scapito di quale dei due contendenti, lo dirà lo scrutinio di lunedì 8.
Giù il canapo. Legnano corre il primo Palio dei mezzosangue nell’850° della Battaglia
