CASORATE SEMPIONE – «Salviamo il bosco comunale». Il riferimento va all’area verde di via 2 Giugno a Casorate Sempione. Ed è una delle nuove battaglie del comitato Salviamo la brughiera, che in questa fase di Variante al Piano di governo del territorio ha presentato alcune considerazioni per «migliorare la tutela del patrimonio naturalistico, ambientale e storico e del paesaggio, oltre che per la salvaguardia delle reti ecologiche». Tra le osservazioni presentate anche in merito alla proprietà Bocconi in via San Giorgio e al progetto di rendere edificabile il tratto tra le vie Medaglie D’Oro e della Viola.
«Sottraiamolo alla cementificazione»
Lo scorso 25 giugno, infatti, sono scaduti i termini per protocollare valutazioni e osservazioni. Il comitato casoratese, da sempre in prima linea nelle questioni ambientali, si è mosso anche in merito all’area boschiva di proprietà comunale di via 2 Giugno, «attualmente ben vegetata e con completa copertura boschiva senza soluzione di continuità con le aree boscate costituenti parte dell’ambito di competenza del parco». L’obiettivo è, infatti, di «sottrarla alla cementificazione». Scrivono gli attivisti: «Casorate – Comune record per consumo di suolo nel 2024 – ha già dovuto sacrificare troppo del proprio patrimonio verde. In questo caso, oltretutto, bene comune di tutti i cittadini». E ancora: «Preserviamolo anche in quanto coinvolto dal corridoio ecologico esistente e costituente parte della rete ecologica regionale Rer».
Le richieste
Il commento del comitato è accompagnato dalle osservazioni presentate. Con gli obiettivi e le richieste avanzate. Si legge: «La variante di Pgt in corso di adozione, relativamente al bosco comunale di via 2 Giugno, retroceda dalla previsione di edificabilità dell’area, escludendola dall’arbitraria ricomprensione nel perimetro di delimitazione del “tessuto urbano consolidato” e prevedendo per essa pari tutela delle aree boschive limitrofe, con destinazione a conservazione del patrimonio boschivo esistente/verde pubblico». Inoltre, chiedono che «venga preliminarmente aggiornato e verificato il documento di valutazione ambientale strategica (Vas), dando opportuna e coerente valutazione del valore ecologico del bosco e della sua complementarietà ed essenzialità, al fine di mantenere e tutelare il previsto corridoio ecologico – come da indicazioni documenti Parco del Ticino – e ritrovandoci in piena Area critica nella Rete verde del Ptcp provinciale. Vincolandone il rispetto in quanto parte della rete ecologica regionale». In più, viene posta la valutazione di «riconsiderare la corrispondente diminuzione di consumo di suolo quale passo nella direzione di un incremento volontario, tenuto conto del consumo di suolo subito a causa delle infrastrutture». Infrastrutture che «solo contabilmente non richiedono di essere considerate nel computo, ma che nel concreto hanno penalizzato pesantemente il patrimonio boschivo e paesaggistico del territorio comunale. Vincolando la scelta a non essere riconsiderata a beneficio di altre eventuali diverse previsioni di edificabilità di altre aree che possano ritenersi derivanti dal bilancio tabellare del consumo di suolo».
La missione del comitato
Oltre al bosco, il comitato – già impegnato nel tentativo di bloccare il progetto del nuovo tratto ferroviario tra Gallarate e il t2 di Malpensa che ha reso Casorate «il secondo peggior comune della Lombardia per consumo di suolo – è quini impegnato su più fronti. Con l’obiettivo di «circoscrivere, quello che potrebbe incrementare le criticità di questo territorio». Centrali, quindi, anche la proprietà Bocconi in via San Giorgio e il progetto di rendere edificabile il tratto tra le vie Medaglie D’Oro e della Viola. Presentando le osservazioni, «si è voluto tenere conto anche del Ptcp della Provincia di Varese, con particolare riferimento alla Rete verde che integrandosi con la Rete ecologica, vuole portare un profilo di salvaguardia della biodiversità e del paesaggio, volte a preservare le aree ad alto valore ambientale con la creazione e il mantenimento di corridoi verdi che favoriscano la biodiversità locale e le rendono zone critiche». Concludono: «Necessario procedere a una rivalutazione del consumo di suolo a Casorate, a tutela del patrimonio arboreo-faunistico residuo, per il bene comune del territorio, degli abitanti, della salute e qualità della vita».
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